Giornalismo sotto attacco in Italia

Le marocchinate del 44, evento in Parlamento per non dimenticare

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Per la prima volta, il Parlamento italiano ha dedicato un momento di approfondimento e riflessione alle “Marocchinate”, una delle più gravi violenze di massa del Novecento avvenute durante la Seconda guerra mondiale. E’ stato infatti proiettato il documentario “Le marocchinate del 44” nell’ambito dell’iniziativa  “Il dovere della memoria: stupri di guerra del maggio 1944 nel Basso Lazio” voluta dall’onorevole Ilaria Fontana e alla quale ha partecipato una nutrita rappresentanza di associazioni e istituzioni di quel territorio. La proiezione del documentario ha restituito con forza il dramma vissuto da migliaia di donne, uomini e bambini della Ciociaria e dei territori limitrofi, contribuendo a rompere un silenzio troppo lungo e a restituire dignità alla memoria delle vittime.

“Questa memoria parla ancora al presente. Per questo ribadiamo il nostro fermo ripudio di tutte le guerre, che continuano a colpire soprattutto le popolazioni civili e le donne, troppo spesso vittime di violenze utilizzate come arma di guerra. Allo stesso modo riaffermiamo il nostro impegno femminista: difendere i diritti, la libertà, l’autodeterminazione e la dignità delle donne significa contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e sopraffazione, costruendo una società più giusta, libera e inclusiva. La memoria è responsabilità. Ricordare significa scegliere da che parte stare”, ha detto il segretario della Cgil Funzione Pubblica di Latina e Frosinone, Vittorio Simeone, ricordando come Giuseppe Di Vittorio si stato tra i primi a dare ascolto, sostegno e rappresentanza alle donne colpite da quelle atrocità, riconoscendone il dolore e rivendicandone il diritto alla tutela e alla giustizia .
“Grazie a Damiana Leone e alla Compagnia Errare Persona per aver trasformato la memoria in un racconto capace di toccare il cuore di tutti noi. Grazie ai Sindaci, agli amministratori, alle cittadine e ai cittadini che hanno scelto di esserci. – ha sottolineato nel suo intervento Ilaria Fontana  – Un grazie speciale al vicepresidente della Camera Sergio Costa per la sua presenza e per la sua testimonianza. Abbiamo ricordato le donne, le bambine, i bambini e le intere comunità del basso Lazio che nel maggio del 1944 subirono una delle pagine più dolorose della nostra storia. Per troppo tempo il loro dolore è stato accompagnato dal silenzio, dalla vergogna imposta, dall’assenza di un pieno riconoscimento. are memoria non significa guardare soltanto al passato. Significa assumersi la responsabilità del presente. Significa riconoscere che ogni volta che una donna viene messa in dubbio, giudicata o lasciata sola, quel silenzio continua a riecheggiare”.

“Le testimonianze raccolte nel tempo, gli archivi locali, la ricerca e il lavoro di memoria civile hanno mostrato quanto questo passato sia rimasto vivo nei corpi, nei racconti familiari, nei paesi. Si parla molto di Esperia come luogo che più ha sofferto, e di Pontecorvo, ma il trauma investì un’area più ampia del frusinate e della provincia di Latina, lasciando tracce profonde in comunità che per molto tempo hanno custodito il ricordo quasi soltanto in forma privata, familiare e sommessa. Il dramma del paese, delle persone coinvolte resta vivo e non può andare in prescrizione. Occorre una memoria militante”, ha ribadito nel suo intervento Teresa Pampena, presidente provinciale di Anpi Latina.
All’evento ha preso parte la professoressa Fiorenza Taricone, ordinaria di Pensiero politico e questione femminile presso l’Università del Lazio Meridionale, che ha seguito il documentario di Damiana Leone da quando ha mosso i primi passi.

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