Giornalismo sotto attacco in Italia

Una “pugnalata alla schiena“ restituita a freddo da Trump a Meloni

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C’è una parola tedesca che circola molto in queste ore sui giornali americani e che spiega molte delle  cose che stanno avvenendo in queste ore fra Italia e Stati Uniti: dolchstoslegende. Significa letteralmente pugnalata alla schiena. Fu un concetto esasperato in Germania dopo la sconfitta nella prima Guerra mondiale. In sostanza la pugnalata era stata data da politici tedeschi inetti o corrotti alla schiena delle forze armate tedesche che in realta’, secondo questa teoria, la guerra sul campo l’avevano vinta. Una narrazione tossica e falsa che riscosse pero’ molta popolarita’ e getto’ le basi di quel risentimento profondo che alimento’ il sorgere del nazismo. Oggi Trump compie una operazione analoga. La guerra con l’Iran non e’ stata un disastro perche’ preparata male e condotta peggio ma i brillanti risultati degli eroici militari sarebbero stati vanificati da una classe politica corrotta e flaccida: gli europei. Ed e’ facile fare presa sull’elettore medio americano sostenendo che i coraggiosi aviatori e marinai a stelle e strisce vincevano si’ gloriosamente nei cieli persiani ma poi faticavano a consolidare le proprie vittorie perche’ i rifornimenti arrivavano a singhiozzo dalle basi usa nel vecchio continente bloccate dai veti dei pavidi alleati europei.  Il nodo della collaborazione europea a imprese militari americane non e’ nuovo. Ma in passato (ad esempio per le guerre in Libia e Iraq)era stato affrontato con il coinvolgimento americano preventivo di Onu, Nato e Unione europea.

Questa volta Trump ha fatto tutto da solo concordando ogni mossa solo con l’alleato Netanyahu.  Logico che tutti i leader europei con sfumature diverse si siano tirati indietro consci dei problemi di fronte alle rispettive opinioni pubbliche di una guerra carica di conseguenze economiche negative per l’economia del vecchio continente. Ecco il ricorso alla teoria della pugnalata alla schiena. Ancora piu’ insopportabile, agli occhi di Trump, se a darla e’ una leader , Giorgia Meloni, che aveva fatto fino ad oggi del suo rapporto “speciale” con il presidente americano un vanto della sua politica estera. Di qui le parole di fuoco a Daniele Compatangelo de la7 (“mi ha fatto pena”) reiterate in messaggi rabbiosi su Truth e alla tv Fox. Corretta, secca e pronta la risposta della premier italiana . Ma l’affermazione del segretario Nato Rutte che in realta’ nonostante le polemiche almeno 500 aerei americani diretti al fronte di guerra in Iran sono decollati da basi americane in Italia gettano benzina sul fuoco della polemica e costringono il ministro della difesa Crosetto a precisazioni che sembrano pero’ non placare  le proteste dell’opposizione.  E tutto questo a pochi giorni dal vertice Nato previsto a luglio in Turchia. Quasi una “pugnalata alla schiena “restituita a freddo da Trump a Meloni.


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