“Ancora troppa ideologia in temi tecnici e vitali per la democrazia. Ho votato contro l’archiviazione dell’esposto relativo a La7, decisa invece dal resto del Consiglio, e favorevolmente all’ordine di riequilibrio imposto a Rete4 e Nove, dove il monitoraggio Agcom ha accertato una sottorappresentazione delle posizioni del No”. Lo sottolinea la commissaria Agcom Elisa Giomi. “Ma non basta – prosegue -. Per la trasmissione “Quarta Repubblica” avevo infatti chiesto di applicare anche la misura prevista in casi analoghi, ovvero la lettura durante la
trasmissione di un testo che desse evidenza della violazione della legge sulla Par condicio. Ho inoltre fatto presente che l’unico bilanciamento efficace di spazi “maggiorati” e privi di contraddittorio riservati a figure di primo piano del governo consiste nel garantire spazi di analoga durata a figure di analogo rilievo dell’opposizione in trasmissioni di analogo format e collocazione oraria. Ma la maggioranza del Consiglio ha respinto questa mia proposta”. “Non dovrebbero esserci tentazioni ideologiche in materie che richiedono rigore. Gli squilibri nei programmi informativi come i tg infatti arrivano a superare anche soglie del 60% tra le due posizioni e il tempo in cui il governo prende parola rappresenta una quota rilevante del totale dell’informazione, a detrimento non solo delle opposizioni politiche ma soprattutto di argomenti di interesse dei cittadini come: lavoro, ambiente, disagio sociale, economia ed innovazione. A rimetterci è
soprattutto il pluralismo, cruciale nelle società di cultura europea. Ma sarebbe sbagliato attribuirne la responsabilità alla legge n. 28 del 2000 sulla par condicio”, sottolinea ancora. “Il punto critico, infatti, sono i regolamenti attuativi con cui Agcom disciplina, spesso in modo mutevole, l’applicazione concreta della legge nelle campagne elettorali e referendarie – fa notare Giomi -. Oggi gli squilibri vengono misurati su base settimanale o ancor più ampia. Ma più lungo è il periodo di osservazione, più lunga diventa l’inerzia dell’Autorità rispetto alla violazione. E anche quando Agcom interviene, l’ordine di riequilibrio produce effetti solo dalla settimana successiva. E cosa accade se l’emittente non ottempera? Poco”. “L’Autorità, rivedendo i regolamenti applicativi – conclude -, potrebbe imporre riequilibri in tempi stretti, reiterare gli ordini fino al pieno ripristino della parità di accesso e adottare misure realmente idonee a impedire che la violazione produca i suoi effetti irreversibili sulla campagna, come nello spirito della legge 28/2000”.
