Appena qualche giorno fa avevamo scritto che Nordio, per quanto sprovveduto, non avrebbe mai potuto rivendicare il potere di grazia.
A mandarlo allo sbaraglio, ma forse proprio per questo sarà ricompensato, era stata la presidente Meloni.
Naturalmente, come previsto, abbiamo incassato invettive, insulti, minacce.
Dopo qualche ora sono arrivate le conferme, le ha fornite la capa stessa.
Nel mirino, ancora una volta, il presidente Mattarella che, da qui al voto, sarà quotidianamente nel mirino.
La campagna politica e mediatica è già pronta.
Il gioielliere è solo un pretesto.
La destra sa meglio di noi che, filmati alla mano e la loro legge sulla legittima difesa, rendono quasi impossibile la grazia.
Il tiro al bersaglio contro Mattarella riguarda il giudizio di costituzionalità sulla prossima legge elettorale.
Meloni e Nordio sanno che quel testo non può superare il giudizio della Corte e del Quirinale.
Per questo cercano di intimidirlo.
Sarà appena il caso di ricordare che tra poco giorni, il 2 agosto, sarà il triste e tragico anniversario della Strage di Bologna, la sentenza vede insieme fascisti, mafiosi, loggia P2, servizi deviati.
Da Mattarella sono sempre arrivate parole chiare, quelle che non piacciono, tra gli altri, a Meloni, Nordio e non solo.
