Giornalismo sotto attacco in Italia

La Strage di Ustica non va archiviata!

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Che fine ha fatto l’archivio del ministero dei Trasporti sulle Stragi dal 1968 al 1984?

Il 26 maggio alle ore 13 presso la Sala Stampa delle Camera dei Deputati nuova conferenza alla vigilia della seconda udienza che si terrà il 27 maggio presso il Tribunale di Roma contro la richiesta di archiviazione dell’indagine da parte della Procura della Repubblica della capitale sulla Strage di Ustica, quando il DC9 Itavia, partito da Bologna alla volta di Palermo con 81 persone a bordo, fu abbattuto da un missile perché coinvolto, come dimostrato dai tracciati Radar presenti anche negli atti della stessa Procura, in una battaglia aerea.

La richiesta di archiviazione è dovuta alla mancanza di collaborazione degli stati alleati presenti, con i propri caccia, nel cielo di Ustica il 27giugno 1980.

L’iniziativa è promossa dai parlamentari: Andrea De Maria, Walter Verini, Ivan Scalfarotto, Ilaria Cucchi, Marco Pellegrini, Marco Lombardo.

Con Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Parenti Vittime della Strage di Ustica, interverranno don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Giuseppe Giulietti coordinatore di Articolo 21, Carlo Bartoli presidente dell’Ordine dei Giornalisti e Vittorio Di Trapani presidente della FNSI.

Come ha dichiarato Daria Bonfietti: “Tutti insieme per continuare ad affermare che proprio perché la Procura di Roma ha consegnato pagine che evidenziano nuovi elementi di estremo interesse, meritevoli di seri approfondimenti. Non si può archiviare”.

Su Ustica verità e giustizia è ancora l’unico vero obiettivo da raggiungere.

La Francia deve dare risposte chiare sulla presenza – accertata – nel Mar Tirreno, nelle ore della Strage, della portaerei Foch; delle azioni di caccia francesi e americani di base presso l’aeroporto militare di Grazzanise, seguiti direttamente dallo Shape, il quartier generale del Comando Operativo della Nato a Bruxelles.

La Francia ha il dovere di rispondere alle rogatorie richieste dalla Procura di Roma.

Alla vigilia della seconda udienza vi è un altro fatto che va portato all’attenzione della pubblica opinione: dopo la direttiva del Governo Renzi del 2014 che aveva ordinato la desecretazione degli atti relativi alla stagione delle stragi, a cui il Governo Draghi ha dato ulteriore forza rendendo pubbliche le carte relative alla P2 e a Gladio, è stato scoperto che dall’archivio del ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti sono scomparsi tutti i documenti riguardanti gli anni tra il 1968 e il 1984.

In un colpo solo è stato cancellato un pezzo di storia del nostro Paese, si tratta di una grave mancanza, che diventa ancora più grave perché la documentazione riguarda il periodo delle stragi più sanguinose che hanno interessato linee ferroviarie, voli e stazioni.

Alla desecretazione le Associazioni dei familiari delle vittime hanno partecipato attivamente sin dall’inizio mentre i gestori degli archivi hanno aderito con ritrosia e spesso intralciato la stessa desecretazione.

E’ importante che i cittadini sappiano cosa è accaduto nell’Italia democratica alla vigilia dei lavori della Commissione d’Indagine Amministrativa sul mancato rinvenimento dell’archivio dopo la denuncia, presente nella relazione annuale del Comitato Consultivo che deve rendere conto di come sono applicate le direttive Renzi e Draghi, dove risulta inesistente la documentazione che interessa le attività sia del ministro dei Trasporti che del suo gabinetto.

Per quanto riguarda la Strage di Ustica non archiviare, continuando le indagini, significa lavorare per raggiungere la verità, ma non solo, significa impedire l’ennesimo tentativo di depistaggio ai danni della storia, salvaguardandone la memoria.


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