Il Ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il senatore Maurizio Gasparri seduti al tavolo dei relatori, esattamente sotto un grande ritratto in bianco e nero di Benito Mussolini. È la fotografia d’archivio che in queste ore sta rimbalzando sui social, riemersa dall’interno di un gruppo Facebook aperto denominato “Noi Del MSI”, dove sta raccogliendo centinaia di reazioni e commenti.
Lo scatto risale al 1987 a Catania, in occasione dell’inaugurazione della sezione del Movimento Sociale Italiano intitolata a Sergio Ramelli. A pubblicare l’immagine è l’utente Giuseppe Brancatelli, che sul proprio profilo rivendica la continuità con quella storia qualificandosi come “Già Segretario della sezione MSI Sergio Ramelli di Catania, ex Commissario Provinciale MNS”.
La foto documenta un dato storico e politico oggettivo, senza filtri. Al centro del tavolo siede lo storico esponente missino Enzo Trantino; all’estremità del tavolo, proprio sotto al manifesto del MSI, c’è un giovane Nello Musumeci, all’epoca dirigente provinciale del partito, alla sua destra Maurizio Gasparri, allora ai vertici del Fronte della Gioventù. Sopra di loro, a dominare la parete, l’effigie del Duce.
Un poster all’epoca diffusissimo, presente in quasi tutte le sezioni del Movimento Sociale Italiano, che ritrae il dittatore in orbace accompagnato da un estratto del suo ultimo discorso pubblico: “Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede. Il mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell’idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. La storia mi darà ragione”. Così, mentre nel dibattito pubblico e istituzionale si liquidano certe radici come uno “spauracchio” sollevato dalle opposizioni, la memoria digitale della base militante restituisce una realtà diversa. Per i quadri locali e per i sostenitori sui social, quel passato e quei simboli non sono un tabù da nascondere, ma una storia condivisa, esposta e rivendicata con assoluta naturalezza.
Un poster all’epoca diffusissimo, presente in quasi tutte le sezioni del Movimento Sociale Italiano, che ritrae il dittatore in orbace accompagnato da un estratto del suo ultimo discorso pubblico: “Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede. Il mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell’idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. La storia mi darà ragione”. Così, mentre nel dibattito pubblico e istituzionale si liquidano certe radici come uno “spauracchio” sollevato dalle opposizioni, la memoria digitale della base militante restituisce una realtà diversa. Per i quadri locali e per i sostenitori sui social, quel passato e quei simboli non sono un tabù da nascondere, ma una storia condivisa, esposta e rivendicata con assoluta naturalezza.
