2026 – 327 morti sui luoghi di lavoro al 27 aprile . Con itinere 452. il 27 aprile del 2025 erano 416 ma ricordiamo che l’anno scorso è stato l’anno con più morti sul lavoro nei 19 anni di monitoraggio dell’osservatorio
Osservatorio morti sul lavoro di Bologna li monitora tutti, anche in nero, di categorie diverse da INAIL
Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori compresi sabati e domeniche.
Alla sera del 28 dicembre 2025, sono stati 1.432 lavoratori morti (dato parziale), compresi i decessi in itinere e quelli per Karoshi — parola giapponese che significa “morte per superlavoro”.
Tra loro figurano anche dirigenti, impiegati, medici, infermieri, camionisti, spesso stroncati da infarti o malori improvvisi. Impressionante il numero di camionisti trovati morti nei parcheggi autostradali o con il camion accostato ai bordi della strada, talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono altri automobilisti. 1027 sono deceduti sui luoghi di lavoro (esclusi i morti in itinere e di categorie che operano sulla strada).
CHI VI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ NEL NUMERO DELLE MORTI VI MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente di queste vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali, con la scusa che “non sono di competenza INAIL”.
Le cause politiche e normative dell’aumento dei morti sul lavoro
• Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (2015), l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43% da quell’anno.
• Legge Fornero che ha allungato l’età per andare in pensione senza fare nessuna distinzione tra chi svolge un lavoro impiegatizio e chi svolge un lavoro
pericoloso per se e per gli altri
• Appalti a cascata: la legge voluta dal ministro Salvini, entrata in vigore nel giugno 2023, ha causato un aumento del 15% dei decessi, soprattutto in
edilizia e anche negli appalti pubblici.
Le grandi tragedie recenti
• Brandizzo (Ferrovie dello Stato)
• Suviana (Enel)
• Calenzano (ENI)
• Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024): 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici.
• Strage di palermo (esalazioni)
• Strage di Carabinieri in provincia di Verona
• strage in un deposito rifiuti a…
Alcuni dati allarmanti
• Il 32% delle vittime è costituito da lavoratori stranieri regolari.
A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non ai clandestini come hanno sostenuto certi “disertori delle urne” e i partiti degli stranieri “brutti e cattivi” che muoiono al posto nostro facendo i lavori più umili e pericolosi.
• Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni.
• Le donne muoiono meno sui luoghi di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere in rapporto al numero degli addetti , spesso a causa di fretta e stanchezza nel conciliare lavoro e famiglia.
Proposte per la sicurezza e l’equità sociale
• Introdurre per legge la flessibilità in entrata e uscita dal lavoro, per tutelare la salute psico-fisica, in particolare delle madri lavoratrici.
• Contrastare il crollo della natalità, che è in buona parte causato dal “martirio” quotidiano delle donne con figli che lavorano.
• Lo Stato e gli enti locali dovrebbero riservare parte dei posti di lavoro alle donne con figli, come misura concreta di sostegno alla genitorialità.
