“L’Italia arretra ancora nella classifica sulla libertà di stampa di Reporters sans frontières : dal 49° al 56° posto in un solo anno. Si tratta di un grave allarme democratico”, dichiara Sandro Ruotolo, responsabile informazione nella segreteria del Pd e membro socialista del gruppo di lavoro sull’implementazione del European Media Freedom Act al Parlamento europeo. “Nel nostro Paese chi fa informazione è sempre più esposto: alle minacce delle mafie, soprattutto nei territori; alle aggressioni e alle campagne d’odio; all’uso sistematico delle querele temerarie per intimidire e mettere a tacere. Ma c’è anche una responsabilità politica. I tentativi di limitare la pubblicazione degli atti giudiziari, le cosiddette ‘leggi bavaglio’, restringono il diritto dei cittadini a essere informati. E la mancata riforma della governance della RAI, richiesta dal Media Freedom Act Europeo, continua a tenere il servizio pubblico sotto l’influenza della politica. Siamo infatti in ritardo nell’attuazione delle norme europee: dalla Direttiva contro le querele temerarie, che gli Stati Membri dovrebbero trasporre in legge nazionale entro la settimana prossima, al regolamento sulla libertà di stampa, la cui piena implementazione era richiesta entro l’8 agosto passato. Quindi mentre l’Europa prova a rafforzare la democrazia, l’Italia resta indietro. Chiediamo al Governo un cambio di rotta immediato: piena e rapida attuazione dell’EMFA; recepimento urgente della direttiva anti-SLAPP; stop a ogni tentativo di limitare la libertà di stampa; misure concrete di protezione per i giornalisti minacciati. Perché senza libertà di informazione non c’è democrazia. E ogni posizione persa in questa classifica è un pezzo di libertà che perdiamo tutti.”
(Dire)
