Festa della liberazione Orvieto, una bella giornata di sole. il 24 aprile Nico Piro ha affascinato 150 persone con il suo racconto di giornalista dalla schiena dritta. Il 25 aprile è stata una festa nella festa, erano circa 10 anni che non si faceva una “Giornata di festa popolare della Liberazione”: per tutto il giorno tantissime persone hanno visitato la festa, condiviso un pranzo dalla formula “ognuno porta, cibo per tutti”, poi assemblea aperta, confronti sui temi di attualità cercando di “unire i puntini” nelle seppur differenti posizioni. Nel pomeriggio con Halassan Selmi, giornalista uscito da Gaza, Raffele Oriani giornalista dimessosi dal Venerdì di Repubblica, con questa appassionata lettera “perché la strage in corso a Gaza è accompagnata dall’incredibile reticenza di gran parte della stampa muoiono e vengono mutilate migliaia di persone, travolte da una piena di violenza che ci vuole pigrizia a chiamare guerra”. Un altro giornalista dalla schiena dritta. All’iniziativa c’era anche Marcella Brancaforte, splendida illustratrice alla quale si devono le bellissime immagine disegnate della mostra “Be My Voice” vere e proprie corrispondenze da Gaza. L’intervento di Halassan è stato davvero un pugno in faccia ad ognuno di noi, ci ha vomitato addosso tutto il dramma e lo strazio di questo genocidio che si tenta ormai di far passare in secondo piano. Oggi Hassan è in Italia. Ha detto che finalmente ha potuto riapprezzare tante cose: avere acqua da bere, cibo da mangiare, potersi lavare, sorseggiare un caffè, una casa, dei farmaci, tutte cose che a Gaza sono state disintegrate dalle bombe. Una vita non vita, una situazione che ha prodotto e produrrà ancora violenza, ancora sangue, perché l’obiettivo anche dei falsi e vecchi accordi di pace è l’eliminazione della presenza palestinese in quella terra. Eppure non solo i palestinesi vivranno e resteranno, la “loro misura del tempo” , Sumud (Resistenza/Resilienza) ovvero la “fermezza”, è resistenza passiva e attiva. È la capacità di continuare a esistere, persistere e mantenere la propria identità nonostante l’occupazione militare che tenta di spossessare il popolo della propria terra e del proprio tempo. Concetti per noi impensabili forse incomprensibili. Halassan, Marcella, Raffaele Oriani, Nico Piro, Antonello Romano, grazie a tutti per quello che avete saputo trasmetterci. Grazie al Comitato orvietano per la Palestina, Articolo 21, Anpi, lo Spi-Cgil, Emergency, e a tutte e tutti i compagni e le compagne delle altre associazioni o gruppi che ci hanno accompagnato in questi faticosi giorni di preparazione della festa. In ultimo ma non ultimi, grazie al Gruppo Scout orvietano che ha reso disponibile la loro sede e alla parrocchia del Ponte del Sole per il parcheggio e lo spazio verde. Un mio particolare ricordo per chi chi si è battuto da sempre per Libertà di informazione e per il suo popolo. Grazie Alì Raschid per averti conosciuto e per la leale amicizia. Buona Liberazione!
(Nella foto Nico Piro alla festa di Orvieto)
