“C’era una volta adesso” – di Massimo Gramellini

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Alla fine tutto andrà bene. E se non va bene significa che non è ancora la fine

Sono diventato grande da piccolo, quando un virus mi costrinse a chiudermi in casa con una persona che detestavo…. Con l’approssimarsi della vecchiaia ho ricominciato a sentirmi bambino. Rido e piango per delle sciocchezze, e qualunque novità mi eccita o mi spaventa. Sono nelle condizioni ideali per provare a rivivere quanto mi accadde allora…..”.

E questo l’incipit dell’ultimo romanzo di Massimo Gramellini: “C’era una volta adesso”, edito da Longanesi (€16,90 277 pp), da qualche giorno in libreria.

Un romanzo scritto in un futuro prossimo ma che parla del nostro tempo, un “non tempo”, sospeso! Una realtà non realtà, in cui i nostri destini, la nostra stessa vita sembra non appartenerci perché affidata al caso, o meglio, ad un organismo microscopico, inafferrabile, che sembra volersi appropriare delle nostre vite, almeno di quelle più deboli. La fantasia, l’horror, che diventa realtà (ricordate, tra i tanti film del genere, Contagion di Steven Soderbergh, del 2011? Anche in quel caso bisognava cercare di isolare il contagio planetario ad opera di un virus).

E’ la storia di Mattia, oramai nonno, che ripercorre il proprio passato, quello di quando era un tenero fanciullo, appena novènne, ai tempi della pandemia da Covid 19, che – segregato nel proprio microcosmo fatto di un condominio di ringhiera quando il mondo decise di chiudersi su se stesso per paura del Virus – lontano dalla scuola e dagli amici, sarà costretto a fare i conti con le sue paure, con le sue ansie, ma, soprattutto, con il suo più grande nemico: quel padre che lo aveva abbandonato all’età di tre anni, lasciandolo solo con la sorella e la mamma, e che all’improvviso gli piomba in casa. Nel suo percorso di crescita Mattia avrà vicino la sorella: Rossana, il ramo solido della famiglia – se le fosse caduta in testa la casa mentre dormiva, si sarebbe limitata a spolverarsi la camicia da notte – e, soprattutto, la nonna: Gemma, il suo salvagente, il suo aquilone, che dai libri e dalle stelle ha appreso la saggezza della vita.

Mattia imparerà ben presto che a tutti può essere offerta una possibilità per redimersi, anche ai nemici più acerrimi, anche a quelli che ci hanno abbandonati.

A far da contorno, i vicini di casa: dall’infermiera che lavora notte e giorno per salvare le vite degli ammalati da Covid, ad una improbabile banda di malfattori che tramerebbero nell’ombra per mettere a segno delle rapine, al marito fedifrago.

Una storia triste, ma che non disdegna momenti di sincera ilarità e che vuole essere anche un messaggio di speranza per tutti noi che viviamo in questo “tempo non tempo”.

Una lettura godibile.