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Nasce la Rete contro l’hate speech

 

Nascerà ufficialmente oggi (anche se in realtà è attiva da mesi), con una presentazione in conferenza stampa, la Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio, «frutto del lavoro, delle idee e dell’impegno di tante persone», ricorda Federico Faloppa, docente di Storia della lingua italiana e Sociolinguistica nel Dipartimento di Lingue moderne dell’Università di Reading (Gran Bretagna). Un annuncio che il professore pubblica anche su facebook.

L’idea è nata in seno una rete ampia di associazioni, ong, università, centri, osservatori, numeri che evidenziano l’importanza e la forza di un progetto «capace di riunire le più importanti realtà che da diverso tempo si occupano di mappare e combattere i discorsi e i fenomeni di odio – prosegue Faloppa -. Di particolare rilievo, l’approccio multidisciplinare che consente di coprire tutti i territori da presidiare per un’efficace azione, dalla ricerca alla proposta normativa, fino agli interventi nelle scuole per combattere bullismo, discriminazioni e intolleranze e per favorire la cultura dell’inclusione».

Di fronte alla sempre più violenta e pericolosa pervasività dei discorsi e dei fenomeni di odio a essi collegati, infatti, si è reso «urgente – si legge nel comunicato stampa –  coordinare le diverse iniziative per dar vita a una risposta davvero incisiva. Da qui, la creazione della Rete, tra le cui finalità spiccano gli elementi individuati anche dall’Unesco e dal Consiglio d’Europa come necessari per affrontare il fenomeno dello hate speech: dal contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio, dai fenomeni di disinformazione da cui essi traggono origine alla creazione e promozione di narrazioni corrette e accurate e narrazioni alternative».

Tra le attività principali della rete sarà la creazione di un data base condiviso che consentirà, non solo agli attori della Rete, ma anche alle istituzioni e a tutti coloro che ne vorranno fare uso, «confronti e aggiornamenti costanti per la produzione di output originali: un patrimonio prezioso di conoscenza, senza la quale le armi per combattere i discorsi d’odio appaiono spuntate. Così come assumono rilevanza il lancio e il coordinamento di campagne di sensibilizzazione per combattere discorsi e fenomeni di odio a livello nazionale ed europeo».

Le finalità della neonata Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio saranno: la promozione e il sostegno di azioni di advocacy lobby, da ritenersi complementari e/o aggiuntive a quelle svolte da ciascun componente; la promozione e il sostegno della ricerca; la condivisione di buone pratiche di narrazione corretta e accurata e narrazione alternativa, con la creazione di progetti ad hoc; la promozione e la condivisione di percorsi educativi e formativi e lo scambio di buone pratiche e materiali educativi; la sensibilizzazione e la mobilitazione della società civile.

Un tema, quello dell’odio, attuale, e che Ezio Mauro ieri su la Repubblica di ha affrontato con un editoriale dedicato all’appello dei 150 intellettuali statunitensi liberal (scrittori, artisti e accademici) a difesa della libertà di espressione contro la cancel culture, ricordando che uno dei nodi più intricati nel dibattito sul free speech – quello dello hate speech – è molto lontano dall’essere sciolto.

«Perché il problema oggi, forse, non è tanto la strombazzata egemonia “politicamente corretta” di sinistra – conclude Faloppa -, come sarebbe facile e comodo (far) credere, quanto la reale egemonia “politicamente scorretta” di destra, i cui danni sociali e umani sono ben più evidenti. E che, infatti, ha prodotto Trump, Bolsonaro, Johnson, Orbàn e sistematiche illegalità, menzogne, corruttele, un insieme di disvalori che hanno spesso monopolizzato il mercato della propaganda e del consenso (non solo a destra)».

L’idea della rete è nata in seno a tre ong che operano a livello internazionale: Actionaid Italia Onlus, Amnesty International Italia e il Cospe Onlus e otto associazioni, l’Asgi-Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, l’Arci, l’Associazione Carta di Roma, l’Associazione Giulia Giornaliste, Lunaria, Pangea Onlus, Vox- Osservatorio italiano sui Diritti, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbti; un movimento transnazionale (No Hate Speech Movement Italia) e a ricercatori e ricercatrici provenienti da otto università (Bicocca, Bologna, Firenze, Padova, Reading (Uk), Statale Milano, Trento, Verona) e tre centri di ricerca (Cnr Palermo; Centro per le scienze religiose e Centre for Information and Communication Technology della Fondazione Bruno Kessler); un centro studi (Cestudir Venezia); due osservatori (Oscad- Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, Osservatorio di Pavia); il Consiglio Nazionale Forense e la Commissione diritti fondamentali della Camera penale di Venezia. Partecipa al confronto promosso dalla Rete l’Unar- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

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