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Venezia 2019. Folla di fan al premio Bianchi per Vincenzo Mollica

 

In accordo con la Direzione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il  Sngci quest’anno ha assegnato a Vincenzo Mollica, giornalista RAI, numero uno nel settore cinematografico, il Premio Pietro Bianchi. Intitolato alla memoria del critico e giornalista omonimo, è  un riconoscimento prestigioso che ogni anno il Sindacato dei giornalisti cinematografici attribuisce a una personalità distintasi sul campo.   Per intenderci con il Premio Bianchi sono stati insigniti, tra gli altri, Mario Soldati , Cesare Zavattini,  Luigi Zampa, Alberto Lattuada, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Francesco Rosi, Dino Risi, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi.

Laureato in giurisprudenza a Urbino, la grande passione di Vincenzo Mollica furono il disegno e i fumetti, il cinema e la canzone d’autore. Entrato a far parte della redazione del TG1 realizzò i primi suoi servizi sui personaggi di Walt Disney, il cantautore Francesco De Gregori e il regista Nanni Moretti. Nel 1995, nel numero di Topolino 2074,  esce la storia Paperino Oscar del Centenario, nella quale appare il personaggio di Vincenzo Paperika, chiaramente ispirato al giornalista. In seguito Vincenzo Paperika, nato dalla mano dello scomparso Andrea Pazienza, è apparso in varie storie disneyane molte delle quali sceneggiate dal Mollica stesso.    Davanti a una folla di fan accorsa all’Excelsior per assistere alla sua premiazione, Mollica ha tenuto a ribadire come il personaggio fumettistico gli avesse fatto piacere, tanto da augurarsi di averne la foto sulla lapide con la citazione “Qui giace Vincenzo Paperika che nella vita fu Mollica”.

Ai presenti Mollica ha detto parole sincere, suonate commoventi: “Continuo a fare questo lavoro da cronista impressionista, impressionato e impressionabile. Ho fatto un terno incredibile, diabete, Parkinson e glaucoma  ma mi ha insegnato che i film si posso anche solo sentire. Questo è un festival in cui i film ti parlano e ti continuano a parlare, c’è tanta passione”.  Senza dimenticare i collaboratori che lo hanno sostenuto con affetto, Vincenzo Mollica ha poi dedicato il premio alla moglie, alla figlia e a due amici che molto gli hanno insegnato: Federico Fellini e Andrea Camilleri. Di Camilleri ha spiegato che molto gli ha chiarito dell’arte di vedere senza “vedere” e ha raccontato: “L’ultima volta Camilleri  mi ha chiamato “vieni Vincenzo che ti voglio abbracciare”.  Io gli ho risposto: “se ci incontriamo …”. Emozionato il pubblico ha applaudito.

Insieme alla presidente del SNGCI Laura Delli Colli, hanno consegnato il premio il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore della Mostra Alberto Barbera, i quali hanno sottolineato di Vincenzo Mollica la generosità professionale, cosa non comune tra i critici, spesso pronti a vivisezionare gli autori alla ricerca di errori. Laura Delli Colli, Presidente del SNGCI, ha sottolineato: “Oltre il ruolo professionale, il ‘nostro’ Vincenzo – nella tradizione dei ‘pionieri’ del nostro mestiere – è diventato attraverso le sue cronache un vero e proprio archivio vivente di un mondo che continua a raccontarci con lo stesso entusiasmo del primo giorno da cronista”.

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