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Il Viminale dichiara ineleggibile il Sindaco di Riace

 

 

Per capire che fine farà Antonio Trifoli nuovo sindaco di Riace, che alle ultime elezioni ha sconfitto la lista sostenuta dall’ex Sindaco Domenico Lucano,  bisognerà attendere il primo ottobre, quando un Tribunale si pronuncerà sulla sua ineleggibilità alla carica di primo cittadino. Per adesso c’è soltanto il parere del Ministero dell’Interno, inviato all’amministrazione comunale per le conseguenti controdeduzioni. Certo è che se il Tribunale confermerà la nota del Viminale, al Sindaco leghista non sarà servita la protezione dei Santi Cosma e Damiano, anzi Cosimo e Damiano, le cui immagini campeggiano nella nuova cartellonistica all’ingresso del Comune al posto del cartellone “Riace paese dell’accoglienza”.

Trifoli non poteva candidarsi nelle elezioni della scorsa primavera perché dipendente del Comune, a stabilirlo sono alcuni articoli del testo unico sugli enti locali (Tuel) come rilevato dai tecnici del Ministero e per tale ragione non poteva chiedere un periodo d’aspettativa per partecipare alla campagna elettorale. Altro motivo d’ineleggibilità, sempre secondo il Viminale,  sarebbe la sua posizione d’ ispettore di pubblica sicurezza. Il Sindaco ha sempre dichiarato di non essere dipendente dell’ente, ma della Regione e questa, presumibilmente, sarà la sua linea difensiva. Linea che sosterranno i legali dell’amministrazione nell’udienza davanti al Tribunale. Sulla vicenda pesano anche due ricorsi presentati da Maria Spanò, candidata a Sindaco della lista di Lucano e da alcuni cittadini. Il destino del Sindaco che ha deciso di chiudere il modello Riace è legato quindi ai tempi della giustizia. E’ possibile che si andrà oltre l’udienza del primo ottobre.

Questa vicenda è un ulteriore macigno sull’amministrazione comunale, dopo le dimissioni, nelle trascorse settimane, di un consigliere della maggioranza, segretario della locale sezione del movimento “Noi con Salvini”,  giudicato dalla Prefettura ineleggibile a causa di una condanna per bancarotta. Un brutto colpo per una compagine amministrativa che si è presentata chiedendo il ripristino della legalità dopo i fatti giudiziari che hanno coinvolto Mimmo Lucano. E’ possibile che ora il Sindaco allargherà la platea dei santi cui rivolgersi per rimanere al suo posto.

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