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Processo minacce a Saviano e Capacchione, Fnsi e Sindacato campano saranno parte civile

 

Sono passati più di 10 anni da quando durante il processo Spartacus alla camorra dei casalesi furono pronunciate dall’avvocato del boss Francesco Bidognetti le minacce contro Rosaria Capacchione e Roberto Saviano. Oggi, 5 luglio 2019, si è celebrata la prima udienza a Roma. Proprio così, la prima udienza, dopo undici anni. Nel 2014, per quei fatti, arrivarono le condanne, ma in appello, nel 2017, i giudici del Tribunale di Napoli dichiararono l’incompetenza territoriale. Tutto da rifare, a Roma. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il sindacato campano dei giornalisti hanno deciso di stare al fianco dei colleghi per costituirsi parte civile, grazie alla preziosa assistenza dell’avvocato Giulio Vasaturo. Anche se il rischio reale è la prescrizione; che un cavillo rischi di far saltare tutto. Questo è un processo che parte da un episodio che ha inciso in maniera drammatica sulle vite della Capacchione e di Saviano, costretti a vivere sotto scorta armata per le minacce subite, non lo possiamo dimenticare. Ora più che mai, è necessario stare al fianco dei colleghi, è importante che non vengano lasciati soli. La camorra colpisce alla schiena, quando si è più deboli. Il rischio più grande per chi è sotto minaccia è proprio l’isolamento. Per questo il Sindacato dei giornalisti ci sarà sempre, quando i colleghi lo vorranno, chiaramente, nelle aule dei tribunali, nei territori, ad illuminare le periferie che nessuno vuole raccontare. È la comunità che deve diventare la prima scorta di chi ha il coraggio di alzare la testa.
La prima udienza si terrà il 12 novembre 2019 dinanzi alla IV Sezione penale del Tribunale di Roma.

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