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Presentato “Fiore gemello”, storia di minori non accompagnati con attori sopravvissuti alla migrazione

 

ROMA –  Fiore Gemello ha avuto la sua prima mondiale al Toronto International Film Festival (dove ha ricevuto la Menzione speciale del Premio FIPRESCI ed è stato candidato all’Eurimages Audentia Award), ha partecipato al BFI London Film Festival al Busan International Film Festival. Dopo l’anteprima italiana ad Alice nella Città – tra gli altri – è arrivato al Cinemed di Montpellier, ai festival di Stoccolma e Villerupt.

Diretto con sguardo penetrante da Laura Luchetti “Fiore Gemello”, racconta di due minori che non hanno nessuno su cui contare. Basim è un immigrato clandestino proveniente dalla Costa d’Avorio, Anna è in fuga da un misterioso trauma del quale non parla mai. Il padre della ragazza è stato al servizio di un trafficante di migranti. Un giorno i due s’incontrano per caso.  Basim è il primo a dare ad Anna una mano. Entrambi si stanno allontanando da un passato tragico e quello che, inizialmente, è un mutuo soccorso, pian piano diventa amore …

Girato tra saline e boschi, sul greto di corsi d’acqua occulti, i personaggi si fondono essi stessi con le creature – libellule, ragni, formiche – che popolano l’ambiente semiselvaggio  da loro attraversato. “Li ho messi dentro la natura – spiega la regista Laura Luchetti – e sono diventati natura essi stessi. Fra il rumore assordante degli esseri più piccoli, più indifesi”.  Indifesi come lo sono i minori non accompagnati, dei quali il film è un ritratto simbolico. “Con Fiore Gemello racconto di due esseri minuscoli – testuale definizione di Laura Luchetti – che si fanno grandi nell’immensità del mondo ruvido che li circonda”.

Il protagonista di “Fiore gemello” Kallil Khone, era arrivato dalla Libia con un barcone pochi mesi prima delle riprese.  Fuggito a piedi dalla costa D’Avorio, portava con se il sogno di recitare. Alla presentazione di questo lungometraggio d’esordio racconta che la passione per il cinema si era risvegliata in Africa e lo aveva portato a fare l’attore di strada, senza mai piegarsi alle richieste di favori sessuali che, purtroppo, sono una realtà. In Italia, entrato a far parte dell’associazione Sicomoro ONLUS, quando aveva saputo del provino per “Fiore Gemello”, si era presentato. “E’ arrivato munito di tutto punto con quello che serviva, zaino in spalla ad esempio”, precisa la regista a riprova dell’istinto d’immedesimazione del ragazzo. Anche Anastasiya Bogach, l’altra protagonista, era giunta in Sardegna a quattro anni con un furgoncino dall’Ucraina. E’ sarda ormai, ma nel cuore porta i segni di quel duro viaggio dal futuro incerto.

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