Fino a qualche anno fa, quando la frequentavo, la piccola chiesa cattolica di San Giuseppe, nel Greenwich Village a New York, era semivuota alle celebrazioni della domenica. Da qualche tempo è affollata come a un concerto di musica rock. E’ il boom della fede cattolica riscoperta dalla generazione Z. Posti in piedi, zaini ovunque, addirittura pizze scontate nelle vicine tavole calde, sempre affollatissime. E’ una delle chiavi per comprendere la missione di Marco Rubio in Vaticano. I toni sprezzanti di Trump nei confronti di Papa Leone (“se non fosse stato per me non lo avrebbero eletto, non capisce nulla di politica estera”) hanno fortemente irritato il mondo cattolico statunitense. Un mondo che si era schierato alle ultime elezioni in maggioranza per il protestante tradizionalista Trump preferendolo al cattolico liberale Biden. Ma le parole di Trump, rivelano i sondaggi, hanno irritato non solo la minoranza liberale del mondo cattolico nordamericano ma anche la parte più conservatrice . E anche i Cristiani non cattolici non hanno gradito le esternazioni di un presidente che non ha esitato a raffigurarsi come Gesu’ Cristo. Né ha aiutato l’esternazione goffa del vicepresidente Vance, da poco convertito, che ha intimato a Papa Leone di contenersi affrontando temi teologici che possano sconfinare nella politica. Così ecco scendere in campo Marco Rubio, cattolico da sempre e più distante dalla base MAGA (Make America Great Again) rispetto a Vance.
C’è chi vede una sorta di sorpasso del pragmatico Rubio rispetto al piu’ ideologico Vance nella corsa per la candidatura post Trump nel 2028. In realtà Trump ama solo un candidato: sé stesso. Prima ha mandato Vance (colpevole ai suoi occhi di non essere sufficientemente entusiasta dell’operazione militare in Iran) a una fallimentare missione diplomatica con gli iraniani a Islamabad. Ora, alla vigilia della missione di Rubio, fa uscire sulla testata conservatrice Breitbart una vecchia intervista in cui Salvini ribadisce la su fede assoluta per l’ideologia Maga: lotta contro immigrazione, Europa, élite liberali. Con tanti saluti alla missione “pacificatrice “di Rubio. Il segretario di stato di origine Cubana è soprannominato “l’unico adulto nella stanza” fra chi lavora alla Casa Bianca e cerca di limitare in qualche modo i danni permanenti che le esternazioni di Trump possono arrecare agli interessi americani di lungo termine. Per questo se la missione in Vaticano tende a una ricucitura sommessa dei rapporti Washington Roma l’altro incontro è delicato è quello con la premier Meloni e soprattutto con il ministro della difesa Crosetto. Gli americani hanno 34.547 soldati in Germania e 12.332 in Italia. Se un disimpegno graduale è fisiologico (ne aveva cominciato già a parlare Obama) un riduzione troppo brusca sarebbe lesiva degli stessi interessi strategici americani.
L’attacco iraniano a un nave da guerra americana testimonia come è essenziale per l’amministrazione statunitense poter contare sulle basi europee, da Ramstein a Sigonella . Per questo Rubio sta imbarcandosi in una missione delicata e difficile. Anche con un occhio, preoccupato, a quel che sta accadendo fra i nuovi , giovanissimi, fedeli che tornano a riempire le chiese cattoliche americane con uno atteggiamento tutt’altro che benevolo nei confronti dell’amministrazione Trump.
