Giornalismo sotto attacco in Italia

Insulti da un tifoso della Lazio, Paolo Berizzi sentito in aula a Latina

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In aula, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Paolo Berizzi ha ripercorso i giorni dell’estate 2019 in cui gli piombarono addosso decine di insulti e minacce sotto ai post che aveva pubblicato sull’account “Nazitalia” in relazione all’omicidio e ai successivi funerali di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, il capo ultrà della Lazio che era anche un elemento di calibro elevato della criminalità romana, in rapporti con il clan Senese. Tra le frasi offensive ci furono quelle di “RotaLazio” , profilo corrispondente a Claudio Rotella, un sessantenne di Aprilia che ora è imputato per gli effetti diffamatori dei post in cui scrisse “Omo de merda. Sicuro che tu madre è tua?” (il 20 agosto 2019) e “sei proprio una grandissima merda… non puoi essere tu grandissimo infame a giudicare, miserabile mezzo omo” (il 2 settembre 2019). Il giornalista di Repubblica presentò denuncia alla polizia di Bergamo contro decine di frasi di questo tipo e le indagini per i due post a firma RotaLazio hanno portato gli investigatori ad individuare Rotella quale responsabile dei post. Berizzi, che è sotto scorta  da otto anni per le sue inchieste sulla galassia di estrema destra, si è costituito parte civile nel processo per il tramite dell’avvocato Fabio Pinelli. A fine udienza il giornalista ha dichiarato che sapeva che in quella provincia c’è uno zoccolo duro del tifo ultrà della Lazio nonché radicati gruppi della destra estrema e nostalgica del fascismo. In aula accanto a Berizzi anche Graziella Di Mambro, responsabile legalità di Articolo 21. La prossima udienza è stata fissata per il 7 settembre 2026 per esaminare i testi della difesa e l’imputato. “Gli insulti e le minacce sul web debbono costare e in questo caso dobbiamo anche ricordare che si tratti di insulti in difesa di Piscitelli e ciò rende la circostanza oltremodo grave”, ha detto Graziella Di Mambro.

(Nella foto Paolo Berizzi e il suo legale all’uscita del Tribunale di Latina, nell’altra foto con Graziella Di Mambro)

 


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