L’otto maggio la Russia festeggerà la vittoria nella “Grande Guerra Patriottica”, quella che noi chiamiamo Seconda Guerra Mondiale. L’attuale guerra contro l’Ucraina ha già superato in durata (più di quattro anni) quella “Patriottica” (meno di quattro anni). Per evitare confronti impietosi Putin ha chiamato la guerra all’Ucraina “Operazione speciale”. Che sembra il titolo di un film.
La guerra in Ucraina è passata in secondo (terzo?) piano, incalzata dalle guerre scatenate da Israele: contro i palestinesi di Gaza e in Cisgiordania, contro l’Iran e contro il Libano. Oggi pure azioni di pirateria a Creta. Nell’avventura iraniana Netanyahu ha coinvolto Trump, forse grazie alle foto del presidente Usa, quando era più giovane e voglioso. Non si spiega altrimenti l’intervento Usa.
Una guerra ne scatena un’altra. Dall’Iran al conflitto petrolifero. Gli speculatori hanno scatenato una guerra dei prezzi dove ciascuno mira a fare profitti. Anche nell’entourage di Trump. In Italia il plenipotenziario dell’energia ha chiesto di riprendere l’acquisto di gas da Putin, a prescindere dalla guerra in Ucraina. L’unica motivazione evidente è che i rubinetti del gas russo sono in mano al suddetto plenipotenziario dell’energia, che non è Pichetto Fratin, ma l’Eni. Nel mezzo di tutte queste guerre una infinità di dichiarazioni e proclami da parte di tutti i rappresentanti di tutti i popoli. Spesso si segnalano smentite e negazioni in giornata. Con dovizia di foto, finte.
Quello che non si spiega è il perché di tutte queste menzogne e smentite. Risulta evidente che nessun rappresentante dei governi mondiali crede nell’opinione pubblica, di cui hanno un’opinione pessima. Quando si vede qualche segnale di vita nelle menti dei sudditi la “libera stampa” si sofferma su efferati delitti e relative cronache giudiziarie. E relative menzogne.
