Giornalismo sotto attacco in Italia

Press, basta sangue sui nostri giubbotti. Flash mob in piazza Montecitorio il 7 maggio

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Press, basta sangue sui nostri giubbotti. Con questo slogan è stato organizzato il presidio – flash mob che si terrà in piazza Montecitorio il prossimo 7 maggio, alle 12.

Nel sud del Libano un attacco dell’esercito israeliano il 22 aprile ha ucciso Amal Khalil, 43 anni, reporter del quotidiano Al-Akhbar.
Non si è trattato di un tragico errore, né di un danno collaterale: l’esercito israeliano l’ha uccisa in modo deliberato, con la tecnica del ‘doppio attacco, e ostacolando i soccorsi.
Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) chiede che sia aperta un’inchiesta per “crimine di guerra”. In Libano come a Gaza i giornalisti sono diventati bersagli militari. Dal 7 ottobre 2023 sono oltre trecento le operatrici e gli operatori dell’informazione uccisi in Palestina e nei territori coinvolti nel conflitto. Un numero senza precedenti, che configura una vera e propria strage di giornalisti.
Colpire l’informazione significa oscurare la verità, cancellare le prove dei crimini di guerra, rendere invisibili le vittime civili innocenti.
Le ripetute richieste di Reporters Sans Frontières (RSF) e del Committee to Protect Journalists (CPJ) sono chiare e inderogabili: inchieste internazionali realmente indipendenti su questi omicidi deliberati e la fine dell’impunità per chi colpisce i giornalisti. Noi giornaliste e giornalisti, in piazza, ci uniamo a queste richieste e le rilanciamo con forza.
Chiediamo che l’Unione Europea e il governo del nostro Paese rompano finalmente il silenzio e l’inerzia, abbandonino ogni forma di complicità politica e diplomatica e adottino provvedimenti concreti di pressione su Israele.
A partire dalla sospensione dell’accordo di associazione con Israele dell’Unione Europea in discussione l’11 maggio nel Consiglio dei ministri esteri UE. Chiediamo che venga fermata la mattanza di giornalisti, che sia garantita la protezione degli operatori dell’informazione
e che venga immediatamente consentito l’ingresso, ancora vietato, della stampa internazionale nella Striscia di Gaza.
Perché senza testimoni non c’è verità.
E senza verità non c’è giustizia.

Documento sottoscritto da:
operatori e operatrici dell’informazione per Gaza – Rete NoBavaglio – Articolo 21 – Giulia Lazio – Controcorrente Lazio – Movimento Pace e Giustizia in Medio Oriente insieme a FNSI, Ordine dei Giornalisti, Odg Lazio e Stampa Romana.


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