Giornalismo sotto attacco in Italia

Strage di Ustica: la digitalizzazione degli atti giudiziari è bloccata. Disinteresse burocratico o strategica inadempienza?

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Tutto ciò che riguarda verità e giustizia sulle stragi avvenute in Italia dal dopoguerra ad oggi, nonostante leggi e protocolli che consentirebbero la digitalizzazione per facilitare la consultazione dei documenti riguardanti i procedimenti giudiziari, è sempre più difficile da raggiungere. Come è stato dimostrato per la Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, la digitalizzazione degli atti giudiziari è stata fondamentale per scoprire mandanti, finanziatori e gli esecutori materiali mancanti.

È la volta della Strage di Ustica del 27 giugno 1980: la denuncia di Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage, impone un intervento immediato: «È grave che dopo svariate riunioni del Tavolo del Protocollo per la realizzazione della digitalizzazione dei processi di interesse storico, non si sia arrivati ancora all’avvio del progetto per la definitiva realizzazione della digitalizzazione dei documenti riguardanti il procedimento giudiziario per la Strage di Ustica».

Il protocollo del Tavolo tecnico, rinnovato dai Ministri della Giustizia e della Cultura, scadrà nel 2027 e dovrebbe garantire la continuità della digitalizzazione di documenti fondamentali per la storia dell’Italia repubblicana. Nel protocollo sta scritto che «il progetto opera nell’ambito della Rete degli archivi per non dimenticare, con l’obiettivo di garantire la massima fruibilità delle carte giudiziarie».

La denuncia della presidente Bonfietti ci fa capire che ciò non sta accadendo.

È il caso degli atti giudiziari riguardanti la Strage di Ustica conservati presso il Carcere di Rebibbia, nonostante il progetto sia già stato approvato nell’ambito del Tavolo tecnico e realizzato per una prima parte. L’inventario e la classificazione dell’enorme quantità di materiale vengono svolti in parte dai detenuti scelti e addestrati per svolgere il lavoro.

Tutto è gravemente bloccato dalla direzione del Carcere di Rebibbia, nonostante l’approvazione e la copertura dei costi: non viene firmata la cosiddetta rendicontazione delle spese già deliberate ed effettuate dal Carcere stesso sui lavori già svolti. È l’unico documento mancante per proseguire la digitalizzazione.

Nel frattempo, a causa del documento mancante, vengono rimandate riunioni deliberative a livello ministeriale, con il rischio, allungando i tempi, di perdere anche la collaborazione dei detenuti appositamente preparati.

Disinteresse burocratico o strategica inadempienza?


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