Un attacco incendiario ha colpito il presidio di Libera a Boscotrecase, in Piazza Matteotti. Un gesto definito “vile e intollerabile” che ha provocato gravi danni alla struttura impegnata da anni nella promozione della cultura della legalità e del contrasto alle mafie. Secondo quanto denunciato dalla sezione ANPI “Maria Penna e Rocco Caraviello” che comprende i territori di Torre Annunziata, Boscotrecase, Boscoreale e Trecase, non si tratta di un episodio isolato ma di un’azione che si inserisce in un clima già segnato da precedenti intimidazioni. La sede, infatti, sarebbe stata già presa di mira nelle scorse settimane. Nel comunicato diffuso si parla esplicitamente di un fatto di “enorme gravità”, su cui viene chiesta piena luce da parte delle autorità competenti. “Colpire un presidio dedicato alla legalità non è un semplice danno materiale – si legge nella nota – ma significa sfregiare un luogo di democrazia, partecipazione e riscatto sociale”. La sezione territoriale dell’ANPI denuncia anche il silenzio seguito all’accaduto, ritenuto “inaccettabile” rispetto alla portata simbolica e politica dell’attacco.
Per l’associazione antifascista, infatti, l’indifferenza rischia di normalizzare episodi che invece dovrebbero generare una reazione immediata e corale. Sulla vicenda interviene anche Antonello Sannino (ANPI), che richiama la necessità di una mobilitazione ampia delle realtà associative e delle istituzioni locali. Una presa di posizione che rafforza l’appello contenuto nel comunicato: fare rete, reagire, proteggere i presidi civici che operano nei territori più esposti alle pressioni criminali. L’attacco al presidio di Libera a Boscotrecase si inserisce così in un quadro più ampio di intimidazioni che colpiscono associazioni e realtà impegnate sul fronte della legalità in Campania. Un contesto in cui, ancora una volta, la risposta richiesta non è solo giudiziaria ma anche politica e civile. “Chi colpisce il presidio di Libera colpisce tutti noi” si legge nella chiusura del comunicato. Un messaggio che diventa oggi appello pubblico: non arretrare, non isolare, non lasciare soli i presìdi di cittadinanza attiva nei territori.
