Il presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, quello con il busto del Duce in casa, ha lanciato una vera e propria fatwa contro imbarcazioni ed equipaggi della flottiglia per Gaza.
Invece di difendere chi è stato assalito in acque internazionali, minacciato, sequestrato, imprigionato, il presidente ha aggredito gli assaliti. «Quante vite di bambini hanno salvato?» Ha chiesto nel suo orribile comizio.
A differenza della signora Giorgia Meloni, non ha neppure fatto finta di prendere, sia pure ipocritamente, le distanze. Loro non possono e non vogliono prendere le distanze da Benjamin Netanyahu, ma non perché ebreo: più semplicemente perché è uno dei capi della destra internazionale, uno che ha ospitato a casa sua i capi dei gruppi neonazisti e neofascisti. Questo li lega, non certo la lotta all’antisemitismo.
Dal momento che La Russa vuole sapere quante vite abbiano salvato volontarie e volontari della flottiglia, sarà lecito chiedere quante vite abbia salvato la destra italiana assistendo in silenzio al genocidio, al massacro dei bambini, alla distruzione degli ospedali, alla cacciata di tante organizzazioni non governative anche italiane, alla chiusura dei valichi, al giornalicidio sistematico. Dove stavano La Russa e i suoi?
In realtà li odiano, perché con la loro azione civile e nonviolenta hanno illuminato bugie, codardia, violazione della legalità internazionale. Hanno fatto vedere al mondo intero che Netanyahu e i suoi alleati ritengano un pericolo anche chi porta una coperta, un bambolotto di pezza, un’aspirina. Chi li ha brutalmente aggrediti ha svelato al mondo la vera natura di chi sta radendo al suolo Gaza, la Cisgiordania, il Libano.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, legga Mai più di Anna Foa e La continuità del male di Tommaso Montanari e capirà che fascisti erano, fascisti restano.
(Pubblicato su Il Fatto Quotidiano)
