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Rovigo, dai corridoi umanitari all’accoglienza. Iniziativa della Comunità di Sant’Egidio

 

A Rovigo c’è chi è pronto a fare la propria parte per sostenere l’accoglienza attraverso i corridoi umanitari, come testimoniato dall’iniziativa promossa all’Archivio di Stato dalla Comunità di Sant’Egidio con la partecipazione di Articolo 21. La sala Sichirollo si è riempita non solo di volontari delle associazioni da sempre impegnate nel dare concretezza alla solidarietà, ma di cittadini interessati a capirne di più, nelle stesse ore in cui a Fiumicino, proprio attraverso i corridoi, arrivavano 58 persone siriane giunte via Libano. “La nostra è una terra di emigrazione – ricorda Emanuele Grigolato, direttore dell’Archivio di Stato – senza contare l’esodo seguito all’Alluvione del 1951, tra il 1880 e il 1900 dal Polesine se ne andarono 65.000 persone su una popolazione di circa 200.000 abitanti. Da noi sono raccolte le testimonianze di quelle vicende, raccontate in primis da Adolfo Rossi, giornalista polesano che all’epoca fu autore di straordinarie inchieste e di cui conserviamo l’archivio personale”. E allora come oggi sono la povertà, le guerre, la volontà di riscatto e benessere le molle principali di chi abbandona il proprio Paese. “Stamattina con gli ultimi arrivi siamo arrivati a 2.500 persone accolte tramite i corridoi – spiega Alessandra Coin, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Veneto – è la dimostrazione che si può fare il bene e dare risposte attraverso un impegno autofinanziato che si basa sulla disponibilità di strutture, famiglie, volontari e dalla capacità, anche attraverso la relazione con le istituzioni, di creare canali che agevolino l’ingresso legale di chi è in condizione di vulnerabilità”. Il Polesine ha già accolto persone giunte dalla Siria con i corridoi, come hanno ricordato Fiorella e Canzia, volontarie del Centro studi Agnese Baggio di Adria. “Abbiamo ospitato due famiglie affittando per loro un appartamento – racconta Fiorella – e supportandole fino alla maturazione delle condizioni per il loro definitivo approdo in Germania, dove avevano parenti e amici ad attenderli”. Un’attività fatta a partire dalla generosità dei volontari che, senza farsi pubblicità, hanno aperto cuore e portafogli. Tra i presenti all’incontro anche volontari di Portaverta (associazione che dal 1981 a Rovigo si occupa di supporto alle persone in difficoltà), operatori della cooperativa Porto Alegre da sempre impegnata nell’accoglienza, rappresentanti della Caritas diocesana. Con Caritas e Sant’Egidio sostengono operativamente il progetto la Conferenza episcopale italiana (Cei), la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e la Tavola Valdese. “Condividiamo un impegno comune perché l’evento odierno sia un passo per rafforzare una rete concretamente solidale – commenta Nicola Chiarini, portavoce di Articolo 21 in Veneto – non è banale la differenza tra il voler ergere muri e costruire ponti. Crediamo sia più utile la seconda opzione, per promuovere l’incontro tra le diversità a partire dal rispetto della dignità delle persone. Sicuramente positivo sarà ampliare la base del confronto e, per questo, mettiamo a disposizione anche il Manifesto di Assisi, per poter affrancare il dibattito pubblico dalle parole di odio, rimettendo al centro verità sostanziale e dati di fatto, rendendo realmente libera la discussione”. Un documento, il Manifesto di Assisi, sottoscritto da autorevoli esponenti religiosi (tra cui Paolo Ruffini, ministro per la comunicazione di Papa Francesco; Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma; Saleh Ramadan, imam della Grande moschea di Roma), e da non credenti. Uno spirito che, sempre a Rovigo, nei prossimi giorni vivrà nel programma di Rifugiamoci, iniziativa su più appuntamenti promossa da un ampio cartello di associazioni in vista della Giornata internazionale del Rifugiato del 20 giugno. A breve verrà presentato il cartellone.

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