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Minacce a Tiziana Ciavardini, un’incredibile scia legata alle sue denunce. “Continuerò ad occuparmi di diritti umani”

 

Nel clima sempre più irrespirabile che circonda le denunce contro la violazione dei diritti umani e contro la repressione delle libertà civili si inserisce l’ultima, incredibile, disavventura della giornalista Tiziana Ciavardini esperta di Iran. E’stata insultata e minacciata attraverso un messaggio sul suo profilo social facebook da parte di un diplomatico iraniano. La Ciavardini ospite del Festival della Comunicazione ControSenso a Tagliacozzo, evento realizzato in collaborazione con l’Odg dell’Abruzzo, ha partecipato al panel dal titolo “Tutela dei diritti umani: dal genocio in Rwanda a oggi”. Nella sua relazione, oltre alle slide con foto ritraenti le violazioni dei diritti umani e immagini delle esecuzioni pubbliche nelle piazza in Iran, ha fortemente sottolinato le restrizioni vigenti nel paese nei confronti della popolazione femminile. Nel suo intervento ha inoltre riportato il noto caso dell’avvocatessa Nasrin Sotoudeh condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate di cui piú volte ha riportato notizie ed aggiornamenti su Il Fatto Quotidiano.it

Di recente ha anche pubblicato un’intervista esclusiva al marito di Nasrin, Reza Khandan. Al fine di sensibilizzare ancor di piú la platea presente al dibattito la Ciavardini ha portato nella sala di Palazzo Ducale in cui si ‘e svolto il Festival, una foto con l’immagine dell’avvocatessa Sotoudeh. Terminata la conferenza come di solito si é prestata alle interviste e alle foto di rito con in mano la foto dell’avvocatessa che ha poi condiviso nelle sue pagine social. Quella sua immagine con la Sotoudeh tra le mani ha scatenato le ire dell’ex addetto stampa dell’Ambasciata Iraniana, Hassan Niazi.

Il diplomatico iraniano ha lasciato sotto la foto un commento intimidatorio nei confronti della Ciavardini scrivendo: “Hoshhhh be carefull its non of your business”.

In lingua farsi ‘hoshhh’ non ha una sua traduzione letterale, ma é una forma onomatopeica che secondo alcune fonti viene utilizzato per far fermare un asino e metaforicamente per far bloccare un’azione e suona piú meno cosí: “Fermati stupida, stai attenta non sono affari tuoi”. Il riferimento al caso Sotoudeh è palese vista anche la campagna mediatica internazionale tutt’ora in corso per la liberazione della stessa. La Ciavardini non ha replicato al messaggio del diplomatico iraniano con il quale aveva giá interagito in passato. É proprio lei stessa a ricordare che qualche anno fa venne redarguita dallo stesso presso l’Ambasciata Iraniana dopo aver incontrato ed intervistato il Presidente di una associazione per i Diritti Umani con sede ad Oslo, a sua detta ‘nemico dell’Iran’. La libertá di espressione in Iran non é affatto garantita e non é plausibile pensare che lo stesso bavaglio al quale è costretta a sottomettersi la popolazione iraniana possa venir messo in atto qui da noi. La Ciavardini fa sapere che continuerá ad occuparsi di Diritti Umani violati e della difficile condizione femminile in Iran cosí come attestano i numerosi articoli di denunzia scritti negli ultimi 15 anni.

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