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Pasqua di sangue in Sri Lanka: cristiani sotto attacco, centinaia di vittime

 

Una Pasqua di sangue per i cristiani, sotto attacco terroristico in Sri Lanka. Una serie di esplosioni, almeno 8, hanno trucidato 290 persone. Un migliaio i feriti.
Tra le vittime 37 stranieri.
Tante le nazionalità coinvolte. Ci sono americani, britannici e olandesi. Non si hanno al momento notizie di italiani. L’unità di crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di nostri connazionali e ha messo a disposizione un numero per segnalazioni, lo +390636225.
Tra le strutture religiose colpite il santuario di Sant’Antonio ma anche molti resort, tra cui gli hotel a 5 stelle Shangri-La, Kingsbury e Cinnamon Grand Colombo. A Negombo, a nord della capitale, è stata assaltata una chiesa dove sono morte almeno 67 persone. Altre 25 in una chiesa a Batticaloa, nell’est del Paese, nella parte opposta dell’isola.
La polizia ha ammesso che gli attacchi erano attesi. Una strage in qualche modo annunciata: il capo delle forze di sicurezza del Paese aveva emanato un’allerta a livello nazionale l’11 aprile, segnalando il rischio di attentati kamikaze contro “chiese importanti”.
Secondo media locali, il servizio di intelligence aveva raccolto elementi che facevano temere un’azione del gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath (Ntj) il quale si temeva stesse pianificando gli atti terroristici suicidi non solo contro le chiese ma anche la rappresentanza diplomatica indiana a Colombo.
L’Ntj è noto dallo scorso anno, quando era stato collegato ad una serie di attentati contro simboli buddisti.
Una scia di violenze che si sono estese a oggi calando una coltre di orrore e tristezza su una festività sacra per il Cristianesimo, attentati che hanno colpito al cuore le comunità cingalesi riunite per pregare in pace o turisti che erano nel Paese per visitarlo.
Non è però ancora esclusa del tutto la possibile pista del movimento separatista delle Tigri del Tamil Eelam. Ma gli obiettivi di questa ondata di attacchi fa propendere per la matrice religiosa e islamica piuttosto che etnica.
Da Colombo, la capitale, alle periferie gli attacchi si sono susseguiti per tutta la mattinata. Il Governo ha dichiarato lo Stato di emergenza e annullate tutte le messe di Pasqua nel distretto centrale e più popoloso.
Lo Sri Lanka è un Paese a maggioranza buddista: il 70% della popolazione è seguace della più antica scuola Theravada, ma i cristiani rappresentano la terza minoranza dopo gli indu’ (12,6%) e i musulmani (9,7%) con il 7,4%, parti a quasi un milione e mezzo di persone.
Si tratta per lo più di cattolici (6,2%), come dimostra la presenza nell’isola di un arcivescovo e di 11 vescovi.
I cristiani sono distribuiti equamente nelle due comunità del Paese, quella cingalese e quella Tamil.
Secondo la tradizione la presenza dei cristiani nell’ex isola di Ceylon risale al 72 dopo Cristo, grazie all’apostolo Tommaso che vi avrebbe predicato dopo un soggiorno in India, nel Kerala. Il cattolicesimo arrivò con i portoghesi, nel 1505, che portò anche a molte conversioni tra gli olandesi che erano già presenti nello Sri Lanka.
Ancora una volta lo dio tenta di spegnere la speranza, lasciando sgomenti quanti quotidianamente tentano di costruire ‘ponti’ tra le culture. Il terrorismo non può e non deve vincere.
Ma oggi è tempo di smarrimento e di cordoglio.

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