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Nuove speranze per padre Dall’Oglio

 

Si apre uno spiraglio sulla vicenda di padre Paolo Dall’Oglio, il prete italiano scomparso in Siria nel luglio del 2013, dopo aver speso più di 35 anni nel paese levantino, dove si era stabilito nel monastero di Mar Musa. Secondo fonti curde citate dal quotidiano libanese Al Akbar, vicino a Hezbollah, i negoziati per la liberazione del gesuita si sarebbero intensificati negli ultimi tre giorni. Un accordo di massima tra i rapitori dei gruppi e le truppe curdo-arabe delle Syrian Democratic Forces sarebbe addirittura già stato raggiunto, ma la sua attuazione avrebbe subito un rallentamento nelle ultime ore a causa di “complicazioni”.

Secondo il giornale libanese, ripreso dall’agenzia vaticana Fides che fa capo alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, i negoziati per la liberazione di padre Paolo e di altri ostaggi si sono intensificati negli ultimi giorni, e un accordo di fondo sarebbe già stato raggiunto tra i miliziani di Daesh e le forze curdo-siriane appoggiate dagli Usa che stanno assediando l’ultima ridotta jihadista nel deserto siriano. Una delle fonti citate da Al-Akhbar riferisce che tra le richieste poste per a liberazione di Dall’Oglio ci sarebbe la richiesta di un “lasciapassare” per garantire la fuga di alcuni leader jihadisti.

Fonti ecclesiali locali confermano a Fides che stavolta le voci sulla sorte del gesuita appaiono degne di non essere respinte come inattendibili perché si basano su quanto riportato da ostaggi curdi già usciti vivi dal territorio ancora in mano ai miliziani di Daesh. Questi ostaggi avrebbero confermato di aver visto vivo padre Paolo, insieme a altri ostaggi, compresi il giornalista britannico John Catlie e un’infermiera neozelandese della Croce Rossa.

Nelle ultime settimane, grazie a una tregua, migliaia di civili e anche di familiari di miliziani jihadisti erano riusciti a uscire vivi dalla ridotta di Baghuz. Del gesuita e islamologo romano Paolo Dall’Oglio si persero le tracce il 29 lugio 2013, mentre si trovava a Raqqah. Il 29 luglio 2013 Dall’Oglio veniva rapito a Raqqa, città della Siria allora controllata dalle milizie jihadiste di Daesh. Lo scorso 30 gennaio, i familiari di padre Paolo sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. In tutti questi anni, iniziative pubbliche in tutto il mondo hanno mantenuta viva l’attenzione sulla sorte del gesuita, iniziatore in Siria della comunità monastica di Deir Mar Musa. Lo scorso 13 febbraio, una fiaccolata in suo nome è stata organizzata a Roma dalla “Associazione giornalisti amici di padre Paolo Dall’Oglio”.*

da Rivista di San Francesco

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