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“Educazione al rispetto”

 

Parlare per molto tempo, affrontando argomenti come l’importanza della libertà di stampa e la piaga italiana del Femminicidio, davanti ad una platea di ragazzi attenti e partecipi è il vero “esperimento sociale”, che andrebbe fatto ogni giorno.  “Educazione al rispetto” è stato l’interessante tema scelto club Inner Wheel Napoli Castel Dell’Ovo che mi ha invitata, come rappresentante di Articolo21 Sezione Campania ad un incontro per riflettere con i ragazzi della violenza di genere nella biblioteca dell’Istituto Isis “Rita Levi Montalcini” di Quarto con gli alunni dell’Istituito Tecnico Turistico e del Liceo Scientifico Tradizionale, (accompagnati dalle professoresse Rosa Fontana e Claudia Vittoria). Un momento di sensibilizzazione e condivisione, fortemente voluto dalla presidente, l’avvocato Ilaria Perrone, molto importante per i ragazzi, durante il quale ho cercato di spiegare come sia importante difendere sempre l’Articolo21 della nostra Costituzione, raccontando dell’esperienza di Imbavagliati.

Il Festival Internazionale di Giornalismo Civile, che dirigo da quattro anni, dove sono protagonisti giornalisti provenienti da ogni parte del mondo per portare la loro testimonianza di intellettuali che hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione, ma non per questo hanno rinunciato alla loro voglia di raccontare la verità. Ho invitato, poi, gli studenti a partecipare alla scorta mediatica, spiegando che non è solo un atto di solidarietà, ma anche la scelta di stare dalla parte di chi subisce minacce ed oltraggi, perché non rinuncia a cercare la verità anche quando sarebbe più comodo e più facile girarsi da un’altra parte e  “non andarsela a cercare”. Invitando tutti a partecipare, ritwittando le inchieste, accendendo una luce sul  lavoro dei tanti giornalisti minacciati in Campania e in Italia.

Ho, inoltre, illustrato il mio percorso di ideazione e realizzazione del concept “I Miserabili” prodotto dal Museo Madre e che stato esposto al Pan/Palazzo delle Arti delle Arti di Napoli e a Cuba (accolto da Mariela Castro Espín). Una campagna contro la violenza sulle donne, diventato un piccolo caso mediatico, dove i protagonisti non sono state le vittime, ma i carnefici. In primo piano la miseria umana, squallore di un’esistenza che distrugge, ma viene anche annientata dalla follia di un gesto. Lo zoom delle immagini proposte non è stata più su donne bellissime tumefatte, ma sulle gravi conseguenze della bassezza umana. I carnefici veri, portati via in manette, hanno sfilato davanti all’obiettivo dei tanti foto-reporter, che hanno seguito le innumerevoli e tristi vicende di cronaca nera italiana degli ultimi anni. Ho raccontato anche della genesi del progetto, che è stato il risultato di un accurato lavoro di ricerca scientifica, reso possibile grazie all’apporto di psicologi, che si sono affiancati a legali specializzati in violenza su donne e minori, e naturalmente giornalisti e fotoreporter, in prima linea nella cronaca nera e giudiziaria. Il format, che va visto la collaborazione del fotoreporter Stefano Renna,  si è imposto negli anni come un piccolo caso mediatico, con lusinghiere recensioni. Tra le tantissime testate, l’Huffington Post, il Wall Street Journal, miglior ‘campagna’ per Artribune, accanto ad aziende leader del mercato italiano come “Fabbrica” di Oliviero Toscani per  Benetton e “Filmaster”. Interamente ideata e promossa dalla mia associazione “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria, alla campagna è stata dato ampio risalto dai media locali e nazionali (oltre 100 testate), dai siti web principali, da Repubblica, al Messaggero a Il Mattino, grazie ai  lanci delle principali agenzie (Ansa, Agi, Asca). L’Ansa in particolare ha segnalato come unica top news di prima pagina sul tema della violenza sulle donne, il 24 novembre 2015, un ampio  servizio sulla nostra campagna diffondendo nella sue rete fotografica i manifesti. Ma il premio più bello è stato il commento di una giovane studentessa, Concetta Vaccaro.  “Siamo parlando di uomini – ha scritto – senza cervello, per fatti successi in passato e che accadranno ancora oggi”. Applausi!

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