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Fnsi, Ordine e Usigrai a Di Maio: Auspicare la morte dei giornali non è degno di chi guida un Paese democratico

 

“Gli insulti del vicepremier Luigi Di Maio ai giornalisti di Repubblica e dell’Espresso sono l’ennesima dimostrazione del disprezzo nutrito nei confronti dell’informazione libera e del ruolo che questa è chiamata a svolgere in ogni democrazia liberale. Di Maio, come del resto buona parte del governo, sogna di cancellare ogni forma di pensiero critico e di dissenso e si illude di poter imporre una narrazione dell’Italia lontana dalla realtà. Auspicare la morte dei giornali non è degno di chi guida un Paese di solide tradizioni democratiche come è l’Italia, ma è tipico delle dittature. È bene che il vicepremier se ne faccia una ragione: non saranno le sue minacce e i suoi proclami a fermare i cronisti di Repubblica e dell’Espresso, ai quali va la solidarietà del sindacato dei giornalisti italiani, e a piegare il mondo dell’informazione ai suoi desiderata”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana. “Compiacersi per la morte di un giornale o per esuberi di lavoratori è grave.
Che lo faccia un uomo di governo è allarmante.
Che lo faccia il ministro del lavoro è preoccupante.
Che lo faccia nei confronti di giornali e giornalisti sgraditi è inquietante”. Il commento del segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani.

“E’ emergenza libertà di stampa.Dopo le parole di ieri del ministro del lavoro Luigi Di Maio il tema e le relative iniziative da prendere saranno inserite all’ordine del giorno della consulta dei presidenti e dei vice presidenti regionali gia’ in programma sulla questione della riforma dell’accesso alla professione dopodomani.Ai colleghi del gruppo Gedi chiamati in causa esprimo intanto la piena e totale solidarieta’ nonche’ la vicinanza del Cnog, che non si fara’ tacitare dalle minacce abolizioniste dell’ordine dei giornalisti . Anzi saremo in campo con maggior forza e schiena dritta. Nessuno s’illuda di poter cancellare con qualunque provvedimento di legge il giornalismo. Abituato a lasciare sempre una porta aperta al ravvedimento infine auspico che se solo di infelice espressione si e’ trattato il vicepremier Di Maio chieda scusa” le dichiarazioni del presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna.

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