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Turchia, chiesti 15 anni per 13 giornalisti di Cumhuriyet. Stralciate le posizioni di Dundar e Tanır. Scarcerato Alpay dalla Corte Costituzionale

 

Mai come ieri le contraddizioni della Turchia post golpe fallito del 2016 sono apparse così evidenti.  Mentre la Corte Costituzionale stabiliva per la seconda volta la violazione dei diritti del giornalista Sahin Alpay, in carcere da un anno e mezzo, e ne ordinava l’immediata liberazione, il procuratore del processo Cumhuriyet chiedeva la condanna a 15 anni per 13 dei 19 imputati accusati di supportare il terrorismo.

La sentenza emessa dall’organismo supremo della giustizia turca rispecchia la decisione dello scorso gennaio, che aveva interessato anche Mehmet Altan (nel frattempo condannato all’ergastolo insieme al fratello Ahmet e altri quattro colleghi) ma i tribunali inferiori non avevano recepito l’indicazione dell’Alta Corte e i due giornalisti erano rimasti in prigione.

Nelle stesse ore in cui Alpay tornava libero a Istanbul, il pubblico ministero che accusa gran parte della redazione dello storico quotidiano di opposizione, dopo aver scagionato Gunseli Ozaltay, Bulent Yener, Turhan Guney pronunciava nel penitenziario di Silivri una durissima requisitoria chiedend la condanna per Aydin Engin, Hikmet Cetinkaya, Hakan Kara, Kadri Gursel, Ahmet Sik, Bulent Utku, Mustafa kemal Gungor, Musa Kart, Onder Celik, Akin Atalay, Orhan Erinc, Murat Sabuncu, Guray Oz.

Stralciate le posizioni dell’ex direttore Can Dündar e del redattore İlhan Tanır, che ora vivono all’estero. La loro posizione è ancora pià complessa e grave, rischiano fino a 43 anni di carcere.

Alla sbarra ci sono in totale 19 tra giornalisti, vignettisti, editori (passati e presenti) di Cumhuriyet.

Il processo è iniziato il 24 luglio 2017 e nonostante diversi imputati siano in libertà vigilata, il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione del quotidiano Akin Atalay, che ha già trascorso oltre 500 giorni in prigione, resta in cella.

Secondo la piattaforma turca di giornalismo indipendente, P24, gli operatori di informazione attualmente in carcere sono 155, la maggior parte dei quali arrestati durante lo stato di emergenza seguito al tentativo di colpo di stato. La Turchia è al 155° posto su 180 paesi nell’indice World Press Freedom 2017, pubblicato da Reporters Without Borders.

Il 24 aprile Articolo 21, insieme ai partner della campagna Free Turkey Media, sarà a Istanbul per seguire l’ultima udienza del processo Cumhuriyet e ribadire con fermezza #nobaglioturco.

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