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Festival del diritti umani: la libertà di informare passa per una giustizia libera. Che cosa ci insegna la testimonianza di Ahmet Insel

 
Quella che c’è in Turchia è “un’arbitrarietà dispotica”, una “situazione eccezionale” che richiede un giornalismo “eccezionale”, che prenda parte e si schieri per resistere. La testimonianza del giornalista turco Ahmet Insel oggi al Festival dei diritti umani alla Triennale di Milano racconta di un Paese, porta d’Europa, dove il potere ha messo in prigione i giornalisti e poi, in modo più subdolo, ha accerchiato la libertà di stampa minando prima di tutto la libertà della giustizia. Su questo si è soffermato Insel nel corso del suo intervento questo pomeriggio: “Non ci può essere stampa autonoma se la giustizia non è indipendente” perché sarà inutile provare a raccontare la verità, se davanti a nessun giudice si potrà dimostrare ciò che lo è e sconfessare ciò che non lo è.
Da questa testimonianza e da quest’incontro emerge forte il rapporto potentissimo tra libertà e giustizia. E non è così peregrino ricordarlo. Oggi infatti, subito dopo la testimonianza del collega turco è arrivata quella di due italiani, Paolo Borrometi e Amalia De Simone, che hanno raccontato come non ci possa essere giornalismo libero dove una querela temeraria “non costa niente a chi la fa” ma “costa tutto a chi la riceve”. L’appello, ancora una volta, è a proteggere i giornalisti, la maggior parte dei quali sono freelance sottopagati che non “possono” alzare la testa, con una legge che non contempli più il carcere per il reato di diffamazione.
Infine la storia di Andy Rocchella. Italiano, giovane e bravo fotoreporter morto in un agguato in Ucraina mentre faceva il suo lavoro. Le sue ultime foto, scattate pochi secondi prima di morire sono esposte alla Triennale, ma soprattutto sono servite a portare avanti un processo tra Pavia e l’Ucraina e a sconfessare testimonianze che volevano far passare sotto silenzio la sua storia. A parlare sono i genitori, la madre, che ha parlato in modo particolareggiato della vicenda del figlio, trasformando il dolore in una lucidità cristallina nel racconto. Davanti alla platea ha narrato il viaggio di Andy e i suoi ultimi momenti ricostruendo, con le sue parole, la verità che alcuni avrebbero voluto oscurare. Minuti, secondi e testimonianze che serviranno, davanti a un giudice, anche a ottenere giustizia. Si spera.

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