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Agenzie di stampa e TgSky24: sabato di sciopero in difesa del lavoro e della qualità dell’informazione

 

Questo sabato, in cui Roma è mobilitata per la celebrazione dei sessant’anni dell’Europa e Milano accoglie papa Francesco in visita pastorale, è una giornata di blackout informativo che rischia di passare inosservato. Eppure in gioco ci sono centinaia di posti di lavoro e, soprattutto, la qualità dell’informazione che riceviamo tutti noi.

A fermarsi oggi sono i redattori di tutte le agenzie di stampa italiane, ma anche i colleghi del canale allnews SkyTg24, affiancati dall’intero comparto tecnico dell’emittente del gruppo Murdoch, mobilitati per chiedere il ritiro del piano di esuberi e la ripresa delle trattative. Le rappresentanze sindacali mettono in evidenza l’incongruenza dei licenziamenti a fronte di una promessa di 29 milioni di investimenti. Al loro fianco si schierano la Federazione nazionale della stampa italiana, l’Associazione Stampa Romana e l’Associazione lombarda dei giornalisti, che esprimono vicinanza alla redazione di Sky Tg24 «in una battaglia – scrivono in una nota congiunta – per affermare le ragioni della dignità del lavoro».

L’altro fronte vede oggi in sciopero anche l’intero comparto delle agenzie di stampa. I Cdr delle agenzie avevano lanciato un ultimatum al ministro con delega all’editoria Luca Lotti, sollecitando la possibilità di valutare soluzioni alternative al bando di gara europeo per la fornitura dei servizi di informazione primaria al governo, proprio con l’intento di salvaguardare pluralismo delle voci e livelli occupazionali. «In merito al comunicato dei Comitati di redazione delle agenzie di stampa, riuniti in coordinamento, e alla luce dei termini ultimativi in esso contenuti, si precisa che la fase di dialogo e collaborazione tra le parti viene così di fatto unilateralmente compromessa dallo stesso coordinamento dei Cdr»: questa la risposta del ministro, che ha convocato la Federazione della Stampa per un incontro da concordare per la prossima settimana. Convocazione a cui il segretario della Fnsi ha subito risposto: «È fondamentale – ha spiegato Raffaele Lorusso – che il confronto vada avanti. La comprensibile preoccupazione dei giornalisti delle agenzie di stampa per una procedura, quale quella della gara europea per l’affidamento dei servizi, che potrebbe mettere a rischio i livelli occupazionali, non deve compromettere né il clima di dialogo che si è già instaurato con il governo né la ricerca di soluzioni alternative, a cominciare da un decreto legge, sul quale sarà necessario procedere con i dovuti approfondimenti».

La risposta del ministro è stata valutata insufficiente dai giornalisti delle agenzie di stampa. Tanto da proclamare per oggi il primo sciopero nella storia dell’editoria italiana dell’intero settore dell’informazione primaria.

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