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Padrini e padroni. Fino a quando si continuerà a fingere di non vedere?

 

“Niente riesce a scalfirci. Neanche la “giornaliera luce delle gazzette”, come la definiva ironicamente Giacomo Leopardi. C’è un’assuefazione che sconcerta, come se la corruzione e la mafia fossero tutt’uno con la bellezza struggente dei luoghi. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno”. Inizia così “Padrini e padroni”, il nuovo libro del Procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, e il Professore Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali. Il prologo del loro undicesimo libro insieme, pubblicato con Mondadori, mette subito le cose in chiaro al lettore. Un libro di denuncia che non fa sconti e non assolve nessuno. All’interno un’infinità di nomi, storie e aneddoti raccontati con la solita semplicità di chi ha grande conoscenza di quello che scrive, senza risparmiare critiche e verità che fanno male. Come quei politici che vanno a braccetto con le mafie o come quei magistrati che parrebbero coinvolti nel giro della ‘ndrangheta, a stretto contatto con quella “massomafia” o come il “coso”, così come è stato definito l’organismo di vertice della ‘ndrangheta. Un nuovo livello, invisibile, composto da sette persone e su cui stanno indagando i magistrati calabresi.

Il racconto inizia in una notte di giugno del 1869 a Firenze e si conclude nell’estate 2016 in Calabria. Tra le pagine, si ripercorrono le fasi storiche, l’evoluzione dei rapporti con la politica, e di come la ‘ndrangheta sia diventata classe dirigente. Un libro importante che pone quesiti a cui rispondere e che oltre a ricostruire il passato allarga l’orizzonte sul presente. Oggi la ‘ndrangheta è un superbrand, uccide di meno ma incide di più nella vita politica e sociale. Demoskopica, in un suo studio afferma che il fatturato della ‘ndrangheta sarebbe di 53 miliardi di euro. Più di McDonald’s e Deutsche Bank, messi insieme. Un’organizzazione criminale che conterebbe 60.000 affiliati, 400 ‘ndrine operative in 30 paesi del mondo e core business nel traffico di stupefacenti e nel riciclaggio di danaro.

Nel libro,  già in testa alle classifiche nazionali di saggistica e tra i top 10 delle vendite nazionali, non mancano le inchieste sui terremoti che hanno coinvolto il nostro paese: da quello del 1908 che ha provocato la morte di 100.000 persone tra Messina e Reggio Calabria, al recente terremoto in Emilia, dove la ‘ndrangheta è arrivata in contemporanea ai soccorsi. E a vedere le ultime catastrofi avvenute nelle Marche, nell’Umbria e nel Lazio è da stupidi pensare che non ci saranno tentativi di infiltrazione negli affari per la ricostruzione.

Oggi la corruzione influenza le regole del mercato e le mafie, rappresentano una componente strutturale del capitalismo finanziario, è inutile negarlo. Dove c’è business, la ‘ndrangheta si presenta, ed esistete un’inquietante correlazione tra criminalità, corruzione e distorsione dei processi democratici. Nonostante tutto questo le mafie continuano a non essere una priorità per nessuno dei Governi che negli anni si stanno succedendo. Si chiedono gli autori: fino a quando si continuerà a fingere di non vedere?

 

 

Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente

Nicola GratteriAntonio Nicaso

Editore: Mondadori

Collana: Strade blu. Non Fiction

Anno edizione: 2016

Pagine: 207 p. , Brossura

 

Qui Nicola Gratteri a “DiMartedì”, prendetevi 10 minuti per ascoltarlo

http://www.la7.it/dimartedi/video/lintervista-a-nicola-gratteri-sul-suo-nuovo-libro-padrini-e-padroni-08-11-2016-197506

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