Oggi è la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Proclamata dall’Onu, su impulso dell’Unesco nel 1993. 33 anni fa.
Chi oggi nelle istituzioni vuole davvero occuparsi della libertà di stampa dovrebbe fare i conti con queste questioni: la disinformazione (anche attraverso l’uso manipolatorio dell’intelligenza artificiale); l’autocensura per paura di ritorsioni, aggressioni fisiche e digitali, liti e querele temerarie; la crisi economica dei media e il precariato dilagante.
Questo, in Italia, vuol dire dare risposte sull’equo compenso per i giornalisti, su politiche di finanziamento dei giornali che aiutano lo svuotamento delle redazioni e non le assunzioni e la buona occupazione, sul mancato recepimento del Media Freedom Act, sull’assenza di norme contro le querele bavaglio.
