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“L’amore non è bello se non è litigarello”: ma è proprio vero?

 

Nella coppia, come in qualsiasi relazione umana, i conflitti sono naturali e funzionali, aiutano a sviluppare una maggiore intimità perché permettono di conoscere meglio se stessi e l’altro con i rispettivi bisogni e crescere insieme. Questo però avviene quando il conflitto è gestito in modo costruttivo e non distruttivo.

Le coppie che non litigano mai, in fondo, non sono felici. Probabilmente uno dei due partner è accomodante ai bisogni e le richieste dell’altro, senza considerare i propri; egli accetta in maniera incondizionata e spesso inconsapevole tutto ciò che l’altro desidera.

Anche il caso del conflitto mal gestito, con toni piuttosto accesi, attiva un’escalation negativa, in cui entrambi i partner comunicano il proprio punto di vista e il proprio filo logico senza ascoltare l’altro, in una guerra di potere. In questi casi spesso non si gestisce la situazione, la rabbia passa e anche la voglia di riaffrontare l’argomento, ma ciò rischia di inasprire maggiormente i conflitti successivi, in cui subentra il rancore pregresso e si “rinfaccia” all’altro il passato relazionale.

Inoltre, esiste una dinamica relazionale alquanto diffusa nella coppia, un vero e proprio “copione” disfunzionale, la “Demand- Withdraw”. Questa dinamica, che tradotta significa dinamica di richiesta-ritiro, è la quella in cui uno dei due partner si lamenta e mette sotto pressione l’altro per spronarlo a cambiare, mentre l’altro fa il possibile per evitare la discussione, optando per il silenzio. Se si protrae nel tempo, può avere un effetto distruttivo sulla coppia trasformandosi in un circolo vizioso difficile da spezzare. I due partner traggono minor soddisfazione dalla vita a due, hanno meno intimità e possono manifestare ansia, aggressività e problemi sessuali.

A rivestire il ruolo demand è più di frequente la donna, in quanto di solito è il partner più esigente, che sente i suoi bisogni non soddisfatti, tende a porre di più i problemi e a richiedere soluzioni (ad esempio più attenzioni, più comunicazione ecc..), mentre l’uomo più di frequente riveste il ruolo del partner chiuso, che tende a sfuggire al confronto o a liquidare il problema come se si trattasse di una sciocchezza, facendo cadere nel vuoto le richieste dell’altro. Un comportamento quest’ultimo che spesso nasconde l’esigenza di mantenere il proprio potere all’interno della gestione del conflitto.

Così il partner-demand percepisce i suoi bisogni svalutati e la sensazione di rifiuto, di non essere amato, per questo aumentano i bisogni e le richieste, il partner-withdraw, di risposta, aumenta il suo silenzio e allontanamento.

Se persiste nel tempo all’interno della coppia, questa dinamica può danneggiare fortemente la relazione, dato che i due partner continueranno ad estremizzare i loro comportamenti di copione: paradossalmente, il partner che desidera il cambiamento lo richiederà con più insistenza e il partner che preferisce lo status quo eviterà ancor di più il confronto, ottenendo così il suo mantenimento e allo stesso tempo generando in entrambi un senso di insoddisfazione per la relazione.

Alla base della dinamica demand-withdraw c’è l’incapacità dei due partner di accettare il compromesso, di perdere qualcosa a livello di singolo in nome della stabilità della relazione, dunque difficoltà a livello comunicativo, in particolare nella negoziazione.

Come evitare allora di restare intrappolati in questa dannosa dinamica relazionale? Il primo passo per uscire dal circolo vizioso della sequenza richiesta-ritiro è essere consapevoli di essere incappati in questa dinamica in modo da poterla interrompere.

In secondo luogo, porre attenzione a sé stessi, ascoltarsi, e al proprio modo di comunicare: una comunicazione assertiva permette di esprimere al meglio i propri bisogni e vissuti, senza svalutare o attaccare l’altro, o ancora, cadere nelle interpretazioni soggettive. Infine, imparare a negoziare tra le proprie esigenze e quelle dell’altro, in cui entrambi si sentano vincitori e vinca la relazione.

Rompere il circolo vizioso del demand-withdraw ed imparare a gestire la relazione con i suoi naturali conflitti in maniera funzionale è un processo impegnativo ma, analizzando i benefici in termini di benessere personale e relazionale è una sfida che merita di essere accettata e superata con perseveranza ed esercizio.

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