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“Tuteliamo i generici dello spettacolo”. Intervista ad Angelo Cosimo Ciaiola 

 

Il Presidente dell’Associazione Generici Italiani dello spettacolo dell’AGI presenta la petizione popolare a tutela della categoria

Chi è il “generico” nel mondo del lavoro dello spettacolo ?
Nel contratto collettivo di lavoro siamo subordinati alle società di produzione e in tutti gli accordi sindacali si è scritta la declaratoria; “Il generico cinematografico (attualmente multimediale) è colui che compare sulla scena quale elemento numerico complementare della scena senza interpretare un determinato personaggio o un preciso ruolo, inserito in modo appropriato nel contesto scenico in modo da consentire inquadrature ravvicinate e primi piani anche se normalmente non pronuncia battute.”

Come si diventa generico?
Questi lavoratori sono reclutati dalle Agenzie (coordinatori – ex capi gruppo – ex caporali) che quasi sempre decidono in modo discrezionale chi far lavorare. Ricordiamo che con le nuove disposizioni di legge non occorre essere inscritti al collocamento dello spettacolo ( articolo 39, comma 10, lettera d), lettera g) e lettera h) del Decreto Legge 112/2008.) Il regista, l’autore, o un suo rappresentato dovrebbe scegliere i generici ed assumersi la responsabilità di queste figure professionali in funzione dell’idea del contenuto multimediale che stanno realizzando, non le agenzie.

Quanti sono i generici?
Solo a Roma sono circa 320.000 che lavorano in tutti i settori dello spettacolo. Di questi 120.000 sono quelli che con regolarità lavorano nel cinema, nella televisione, nella pubblicità e nel teatro. Di queste persone però solo 500 riescono a lavorare i 120 giorni per anno previsti dalla legge per avere gli oneri sociali e i contributi pensionistici sufficienti. In tutta Italia sono circa 500.000. Oltre a queste persone vi sono altre 100.000 circa che fanno i generici in modo occasionale,  a questi dobbiamo sommare i circa 100.00 che fanno il pubblico plaudente nelle trasmissioni televisive (talk show, telequiz, inchieste giornalistiche in diretta o in differita ecc.) A tutte queste persone (circa 320.000 solo a Roma) vengono versati i contributi ENPALS che non ne usufruiranno mai poiché come abbiamo ricordato solo circa 500 lavorano i giorni previsti dalla legge.

Tutte le persone che vogliono intraprendere questo lavoro possono farlo senza preparazione?
Per diventare generici basta presentarsi ad una Agenzia che poi con i criteri che abbiano detto, avvierà al lavoro le persone interessate. I generici per lavorare devono avere delle fotografie professionali.   Le Agenzie, molto spesso, obbligano le persone ad utilizzare  i fotografi che collaborano con loro e difficilmente  accettano le foto professionali prodotte dai singoli generici.

Per meglio tutelare  il vostro lavoro state proponendo una  petizione popolare la vuole ricordare?
L’AGI propone ai cittadini di firmare una proposta di legge con questi punti:
1)  Pubblicare su siti informatici di pubblico accesso preventivo, piano di lavorazione e consuntivo di tutte le produzioni che vengono finanziate con soldi pubblici (MIBACT, Rai, Rai Cinema, Regione, Comuni, Fondi Europei ecc.)
2)   Cancellare dall’elenco dei fornitori RAI  le società finanziate con denaro pubblico  che delocalizzano all’estero senza rispettare il copione e di sceneggiatura.
3)   Inserire nei capitolati d’appalto clausole di obbligazione solidale che impegnino appaltanti,appaltatori ed eventuali sub-appalti rispetto a eventuali crediti di lavoro insoluti ed ogni titolo dovuto ( retribuzioni, contributi, cessione di diritti) fino al raggiungimento dei termini di prescrizione.
4)  Obbligo di allegare le comunicazioni INPS e INAIL ai contratti di noleggio dei mezzi tecnici alla richiesta di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico.
5) Chiediamo una Legge Nazionale di riordino del Settore Cineaudiovisivo per il coordinamento  delle attività regionali, anche riguardanti le Film Commission per utilizzare le Regole in campo nazionale del cineaudiovisivo (contenuti multimediali).
6) Estendere a tutto il territorio nazionale la gratuità delle autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico finalizzato alla riprese cineaudiovisivo.
7) Ripristinare l’obbligo  di costruire il 30% dell’immagine di un prodotto filmistico in teatro di posa. Eviterebbe la delocalizzazione e incentiva i mestieri artigianali
8) Ripristinare l’uso da parte delle Istituzioni ( Mibact, Rai, RAI Cinema, Regione, Comuni. Fondi Europei. Etc.) del controllo delle liberatorie di tutti i componenti Troupe e Generici per la garanzia dell’ ottenimento del  bonifico di rapporti  di lavoro prima dell’uscita del film e/o fiction.

Per chi vuole saperne di più e firmare la petizione: www.agispettacolo.it/agi/

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