“Quella rabbia in corpo, che fa ancora più male delle manganellate”. (Intervista video esclusiva)

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Esprimere il proprio dissenso in maniera pacifica. Non chiedeva altro Manuel Feliziani, 35 anni, gli ultimi 13 passati all’interno delle acciaierie di Terni. Martedì mattina è partito insieme ad altri 500 operai per andare a gridare la propria indignazione sotto l’ambasciata tedesca. Una manifestazione che doveva essere tranquilla e che invece, improvvisamente, si è trasformata in battaglia. «Non doveva andare così, noi eravamo venuti con le migliori intenzioni, la polizia ci ha caricato senza motivo» racconta Manuel, tornato a casa con 4 punti di sutura in testa e tanta rabbia in corpo, che fa ancora più male delle manganellate. Con una moglie e un bambino di 4 anni a casa, la sua è una delle tante storie di chi lotta chiedendo solo di poter lavorare e che, in cambio, vede i propri diritti calpestati.

L’INTERVISTA VIDEO ESCLUSIVA


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