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Imbavagliatori di nuovo all’attacco

 

L’acqua santa della Abbazia di Spineto non ha prodotto quegli effetti salvifici auspicati da Enrico Letta. Il presidente del consiglio non aveva neppure terminato di auspicare una moratoria sulle polemiche ed un abbassamento dei toni, che già l’onorevole Costa, un fedelissimo di Alfano e Berlusconi, aveva già annunciato la ripresentazione del vecchio testo sulle intercettazioni, meglio noto come legge bavaglio.La classica lingua continua a battere sul dente guasto.

Tanto per cambiare vogliono non solo ridurre l’uso delle intercettazioni come strumento di indagine, ma anche impedirne la pubblicazione e sanzionare gli eventuali reprobi, e cioè quei cronisti e quegli editori che dovessero anteporre la rilevanza sociale e il diritto di cronaca al regime dei segreti e dell’oscuramento.
Sappiamo che, anche nel centro sinistra, non mancano i sostenitori di questa ipotesi, ma vogliamo sperare che la stragrande maggioranza dei parlamentari del Pd, di Sel, e del movimento 5 Stelle, cioè la maggioranza degli eletti, vorranno rispedire al mittente la proposta, anzi vorranno gentilmente deporla nel più vicino cestino della spazzatura.
Mai come in questo caso sarebbe gradita una eventuale maggioranza anomala.
Per fortuna le principali associazioni dei giornalisti, a cominciare dalla Fnsi guidata da Franco Siddi, hanno già risposto in modo secco, annunciando tutte le iniziative possibili, sino allo sciopero generale.

Hanno fatto bene, perché i “No” di ieri, non possono e non debbono diventare i “Sí” di oggi, questo a prescindere dai governi e dalle maggioranze in carica, anzi quanto piú vaste sono e saranno le maggioranze parlamentari e tanto piú sará doveroso non abbassare la soglia critica e tutelare il diritto dei cittadini ad essere informati, sempre e comunque.

da Blitz Quotidiano

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