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L’Anpi lancia la sua agenda: “Si torni a parlare di antifascismo”

 

Tutela della Costituzione con particolare riferimento a due dei valori dell’antifascismo, maggiore attenzione per le politiche di genere. E’ così che l’Anpi annuncia, in sintesi, la sua agenda proponendola ai candidati alle prossime elezioni.
Un documento stringato che però si propone di “riavvicinare il Paese a quegli ideali che furono alla base della Resistenza e quindi della Costituzione”.
“Il tema del lavoro, pur essendo uno dei pilastri della nostra democrazia è totalmente sparito dal dibattito politico. Il lavoro come valore, nel rispetto della dignità umana”. Ha commentato il presidente Smuraglia illustrando il documento, che accanto all’articolo 1 ha posto immediatamente l’articolo 3, soprattutto alla luce dei cambiamenti sociali che stanno investendo il paese e le ondate migratorie che continuano ad interessarlo.

Diventa così inevitabile, essendo l’Anpi tra i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io” rilanciare il tema della cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia e in ogni caso ribadire come al di là delle scelte politiche che si fanno debba comunque prevalere il supremo rispetto della persona umana.
Un dibattito che può essere facilmente allargato alla questione femminile, in un Italia in cui, ribadisce Smuraglia: “ C’è soprattutto un problema di carattere culturale da risolvere.”

Il richiamo più forte però è naturlamente quello legato all’antifascismo, troppo spesso dimenticato, messo nell’angolo anche da chi ( forse politiche e istituzioni) avrebbe il dovere di difenderlo. E qui la stoccata non poteva mancare alle forze di centrosinistra, negli ultimi anni piuttosto tiepide sul tema.

“ L’antifascismo è un altro dei grandi temi scomparsi dalla campagna elettorale e questo nonostante ci sia la presenza forte di formazioni che si richiamano espressamente al fascismo, penso per sempio a quelli che hanno deciso di ispirarsi alla greca Alba dorata…” continua il presidente dell’Anpi, ricordando come il fenomeno sia piuttosto diffuso anche nel resto d’Europa, seppur non trovi, di contro, un’opposizione unitaria da parte di tutte le forze antifasciste.
“Quello che va compreso- insiste- è che l’antifascismo è democrazia a prescindere dallo schieramento di appartenenza…” Perchè difendere i suoi valori significa farsi custodi della Costituzione, ormai minacciata da più fronti ivi comprese le “riforme che si vorranno attuare.
E l’appello si chiude infine con una forte richiesta ai cittadini, al popolo sovrano che solo ha il potere di decidere: “ …perchè una democrazia senza partecipazione non è democrazia”

Leggi il testo dell’appello

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