Carlo Bartoli (presidente Odg):
“La vicenda dell’attentato a Ranucci è diventata lo sfondo per manovre poco chiare. Le indagini sono in pieno svolgimento e nessun giudizio al momento si può esprimere nel merito. Proprio per questo non si comprende cosa spinga la RAI a sospendere “a titolo cautelativo” la messa in onda di repliche di Report. Si tratta di puntate di un programma giornalistico d’inchiesta che molti cittadini hanno già visto e che dovrebbero essere sempre fruibili online. Si tratta di una decisione sbagliata, incomprensioni e difficilmente spiegabile.”
Vittorio Di Trapani (presidente Fnsi):
La sospensione delle repliche di Report è un atto gravissimo.
“Cautelativamente” rispetto a cosa?
Un dipendente e conduttore Rai subisce un attentato e la Rai che fai? Sospende il programma. Ormai siamo al ribaltamento dei fatti: la vittima di un attentato per i dirigenti Rai diventa il sospettato.
Chi in questi giorni ha giocato con il fuoco delle insinuazioni aveva questo come obiettivo?
La bomba esplosa non ha colpito Sigfrido Ranucci : ma intanto un danno lo ha provocato.
Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale (consiglieri amministrazione Rai):
Esprimiamo la nostra contrarietà
alla decisione di sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive di Report. Abbiamo detto ieri e ripetiamo oggi che auspichiamo la massima chiarezza da parte della magistratura sulla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci: a tutela dell’immagine Rai, dei giornalisti del servizio pubblico e dello stesso Ranucci. Ma non si capisce che cosa c’entri con
questa esigenza di chiarezza la decisione della Direzione Approfondimento. A meno che non si tratti di puntate connesse in qualche modo all’indagine in corso, il provvedimento sembra solo una punizione che vuole soddisfare le richieste giunte a gran voce da una parte politica. La visione di Report non “nuoce
gravemente alla salute”. Report rappresenta da anni una delle trasmissioni di punta dell’approfondimento Rai, riconosciuta dal
pubblico per il suo lavoro di inchiesta e per il contributo al diritto dei cittadini a essere informati. Noi vogliamo chiarezza, non vendette o censure”. Lo dicono in una nota i
consiglieri di amministrazione Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale.
Walter Verini:
La sospensione delle repliche estive di Report da parte della Rai è grave e pretestuosa. E colpisce il lavoro di giornalisti e giornaliste di grande professionalità. Nella vicenda che ha riguardato Ranucci ci sono cose evidenti e cose da chiarire. La prima evidenza è un attentato contro Sigfrido Ranucci, con esplosivi che avrebbero potuto provocare una tragedia. La seconda evidenza è un lavoro di Report che ha sempre rappresentato un coraggioso servizio pubblico e che è stato sempre nel mirino di censori, anche all’interno della Rai. E alcune inchieste hanno toccato interessi pesanti legati alla criminalità organizzata che non è da escludere possano essere tra le cause dell’attentato”. Così Walter Verini, capogruppo Pd in Antimafia, rispondendo all’ANSA. Per Verini, “le cose da chiarire spettano innanzitutto alla magistratura nella quale riponiamo piena fiducia e ci auguriamo che i filoni di indagine su cui si indaga portino a verità, a partire da quello che riguarda il ruolo di un personaggio molto più che discutibile come Lavitola, per i suoi trascorsi, per il suo operato. E qualsiasi frequentazione o amicizia che a chiunque di noi possa capitare di stabilire, non può prescindere – per me – da valutazione scrupolose su chi e cosa ti trovi a frequentare. Ma questo non può autorizzare i vertici Rai a tagli e censure”.
Usigrai:
La decisione della Direzione Approfondimento di sospendere le repliche di Report colpisce il lavoro di tutta la redazione.Una scelta che non tutela il lavoro di colleghe e colleghi e anzi alimenta dubbi sul futuro di Report.. Non mandare in replica puntate i cui contenuti hanno già avuto ogni controllo editoriale, con la scusa degli sviluppi sull’inchiesta della bomba a Ranucci, è solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri “infastidisce” con le sue inchieste. Un danno per la Rai, per chi ci lavora, per un programma che da decenni rappresenta il giornalismo di inchiesta del servizio pubblico.
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