Giornalismo sotto attacco in Italia

Spogliata l’edicola che ricordava Mario Paciolla, dopo la targa e il murale imbrattato, nuova offesa al ricordo del cooperante ucciso in Colombia

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Lo avevano già fatto, quando imbrattarono a marzo scorso con scritte deliranti, tracciate con bombolette spray, il murale dedicato a Mario Paciolla e la targa posta dal Comune di Napoli, nel parco di via dell’Erba, nel quartiere Arenella di Napoli, volute in onore del cooperante e giornalista napoletano, scomparso in Colombia Il 15 luglio 2020, in circostanze ancora da accertare… Un altro insulto non solo a un simbolo, ma all’essenza stessa del messaggio che Mario rappresenta è arrivato di nuovo nella sua città. Giovedì scorso (9 luglio) a piazza Dante, Liberi Edizioni  collettivo guidato da Nico Angrisano, che negli anni ha recuperato edicole per restituirle ad un ruolo di incontro e discussione –  aveva organizzato nuovamente una performance a pochi giorni del settimo anniversario dalla sua dipartita, con l’affissione di articoli posizionati attorno alla struttura di ferro, che lo ricordavano e ne chiedevano ancora verità e giustizia. Quei grandi fogli, così significativi, sono stati rimossi, neppure 24 ore dopo, inspiegabilmente. L’edicola è rimasta spoglia e anche la civiltà!

«Vedete come è importante raccontare? Mettere le persone in posizioni scomode di chiedersi cosa succede tanto nella nostra città quanto nel mondo?  – racconta attraverso i social il collettivo #veritàegiustiziapermariopaciolla- l’edicola di Liberi Edizioni è stata già vandalizzata.  Ma non ci fermeremo. Parleremo sempre di Mario e di cosa sia giusto fare».

Impegnato nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace, Paciolla lavorava a un progetto di reinserimento degli ex combattenti delle Farc, i narcos rivoluzionari che, in parte, hanno fatto un accordo di pace col governo colombiano. Subito dopo la sua morte del 2020, nelle relazioni inviate a Roma dalla rappresentanza diplomatica in Colombia si accredita assieme all’Onu l’ipotesi del suicidio. Tesi che però sembra già stridere con quanto fatto dal cooperante nelle ultime ore di vita. Il giovane stava per lasciare la Colombia.

 I suoi straordinari genitori, Anna Motta e Pino Paciolla, la sua famiglia, i parenti, gli amici e tutti coloro che l’hanno conosciuto e sono stati coinvolti dalla sua umanità, chiedono “Verità e Giustizia”, soprattutto dopo la recente richiesta di archiviazione della Procura di Roma continua la campagna, #Noinonarchiviamo. Negli anni per Mario si sono attivate tante importanti iniziative: murales, strade, panchine, manifestazioni, perché “chi dimentica diventa colpevole”.

Mario sarà ricordato il prossimo alle ore 18 presso l’ex Asilo Filangieri Vico Giuseppe Maffei 4, con una grande manifestazione dove ci saranno proiezioni, dibattiti e performance musicali.


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