Giornalismo sotto attacco in Italia

I pistoleros della Nato     

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Macché uomini e donne di pace, ‘Estode todos pistoleros’ : questo il  mandato di Erdogan ai partecipanti al vertice Nato di Ankara. Non ce ne sarebbe stato bisogno, visto tutto quello che sta accadendo, ma il leader turco, a braccetto con lo sceriffo del mondo, ha voluto sottolineare a modo suo quale deve essere la funzione dell’Alleanza Atlantica: dimenticatevi funzioni o missioni di pace, armatevi fino ai denti, anche individualmente.

Così ho provato ad immaginare Giorgia Meloni con il cinturone allacciato sui fianchi necessario a trasportare il pistolone ricevuto in regalo, ovviamente dotato delle munizioni necessarie a renderlo utilizzabile.

Ma possibile che il solo Sanchez, a nome e per conto della Spagna, riesca ad opporsi a questa follia autodistruttiva? Quale residua credibilità può avere un’organizzazione che ipotizza un mondo sempre in guerra, che anzi continua a fomentarla là dove rischia di espandersi, anche soltanto per colpevoli errori?

E dov’è oramai l’Europa pacifica, democratica, accogliente per come era stata progettata dai padri fondatori? E che dire degli eredi di quei fondatori? Ignoranti o traditori?

Quale sarà il passo successivo della folle corsa al riarmo, con l’impiego di somme enormi, molte delle quali finiscono nelle tasche degli imprenditori del settore, per la maggior parte – guarda caso – statunitensi? (ma anche italiani). E che ne sarà delle aziende metalmeccaniche che saranno riconvertite in fabbriche d’armi, insieme con il costante ampliamento di quelle già esistenti? E quale futuro per i giovani? Tutti irregimentati e in divisa perché quello sarà l’unico settore economico in espansione?

Ignoranti e traditori anche della storia del mondo, quella che nel ventesimo secolo, proprio in conseguenza della folle corsa alla guerra, produsse decine di milioni di morti. Ignoranti e traditori, oltre ai peggiori, ai cinicamente opportunisti che sulle tragedie prodotte dai guerrafondai si arricchiscono.

A quelle pistole si contrappongono ormai solo le accorate parole di Papa Leone XIV. Quanti di quegli statisti riuniti ad Ankara che si dichiarano cattolici avranno il coraggio di affermare o di dimostrare che le parole di pace, di solidarietà, di generosa accoglienza pronunciate dal Papa contano più di quell’impresentabile regalo?

Basterebbe restituire l’arma, accompagnandola con un simbolo opposto: la colomba della pace.


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