La storia di Marco, testimone di giustizia siciliano che vive in programma speciale di protezione con tutta la famiglia da oltre dodici anni, pone una questione universale e di grande attualità: da cosa dipende la nostra sicurezza? Le mafie sono da sempre dispensatrici di una certa sicurezza: quella che ottiene (temporaneamente) chi ubbidisce al più forte. È la sicurezza del branco, del clan, pare essere il modello cui si ispira anche più di un leader globale. C’è un altro modo di fare sicurezza ed è quello assicurato dallo Stato di Diritto, che esige il rispetto delle regole democraticamente poste da parte di ciascuno, senza eccezione alcuna. Marco con la sua denuncia ha scelto questa sicurezza, rompendo col ‘quieto vivere’ di chi preferisce l’ordine mafioso. Scelta condivisibile o scelta folle? Anche di questo parleremo sabato a Città della Pieve, grazie al Presidio di Articolo 21.
