“Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione”, ha affermato il capo dello Stato alla vigilia del Primo Maggio, sottolineando come esso “plasma il nostro essere e il nostro futuro” e contribuisca a rendere ciascuno “artefice e protagonista della società”.
Mattarella ha ribadito che “il lavoro è presidio della società”, oltre che “espressione della libertà della persona” e “strumento di partecipazione”. Da qui il richiamo a uno degli obiettivi fondamentali della Repubblica: “Una piena e buona occupazione”, che – ha detto – “è iscritta tra quelli della nostra democrazia”.
Nel suo intervento, il presidente ha posto l’accento anche sul valore della coesione sociale: “Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale”. Un principio che, ha aggiunto, richiede che “il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e ogni sfruttamento”. Fondamentale, in questo contesto, il ruolo delle parti sociali: “Il dialogo sociale non deve mai interrompersi”.
Un passaggio centrale è stato dedicato alla sicurezza: “Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno, ha ricordato il capo dello Stato, definendo quello degli infortuni sul lavoro “un tributo inaccettabile” e richiamando tutti – istituzioni, imprese e lavoratori – a un impegno più incisivo.
