Ieri Articolo21 ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Roma, promossa come ogni anno dall’ANPI. Ottima partecipazione, purtroppo “sporcata” dagli spari con una pistola ad aria compressa contro due attivisti dell’associazione che lasciavano il parco Shuster. A dimostrazione che i rigurgiti fascisti non vanno mai sottovalutati. La presidente del Consiglio ha attaccato vari episodi (a partire dalla ormai consueta conflittualità con la Brigata Ebraica a Milano), ma non questo pessimo sintomo del clima generale. Nell’intervento dal palco abbiamo sottolineato l’importanza cruciale della libertà e dell’indipendenza dell’informazione per tutelare il tessuto democratico. L’Italia non rispetta le regole europee, come dimostra la tristissima vicenda del mancato rispetto dell’European Media Freedom Act. La libertà di cronaca è a rischio e il numero delle querele temerarie aumenta. Mai come in questa stagione tante e tanti giornalisti sono stati uccisi: a Gaza, ora in Libano. Il decreto sicurezza renderà tutto ancora più difficile e i rischi reazionari aumentano. Ma se si reagisce qualcosa può cambiare, come ha dimostrato la conferma della scorta al giornalista napoletano Mimmo Rubio confermata dopo la protesta sollevata da Articolo21 e ripresa da un ampio gruppo di parlamentari coordinato da Walter Verini. Le contraddizioni si aggravano, perché la destra non sopporta che si sappia, si possa conoscere. Non si sa e non si deve sapere. Re e Regine imperano nel nuovo Feudalesimo tecnologico. Tuttavia, resisteremo sempre insieme all’ANPI.
