Giornalismo sotto attacco in Italia

Lo stato dei diritti umani nel mondo? E’ inaccettabile. Pubblicato il Rapporto di Amnesty. Il caso dei giornalisti italiani

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Le condizioni e il trattamento delle persone detenute, sia nelle carceri sia nei centri di detenzione per migranti, hanno destato preoccupazioni circa il ricorso a tortura e maltrattamento. I livelli di violenza contro donne e ragazze sono rimasti elevati. È stata promulgata una legge draconiana che ha indebitamente limitato la libertà di riunione pacifica. Giornalisti e giornaliste hanno subìto minacce, attacchi e sorveglianza. Persistevano gli ostacoli per accedere all’aborto. I tentativi del governo di esaminare le richieste di asilo extra territorialmente in Albania sono stati bloccati dai tribunali. La cooperazione in tema di migrazione con Libia e Tunisia è proseguita nonostante le prove di gravi violazioni dei diritti umani. L’Italia non ha consegnato all’Icc un cittadino libico arrestato in base a un mandato dell’Icc stessa. Quasi sei milioni di persone vivevano in povertà. I cambiamenti climatici indotti dalle attività umane hanno causato migliaia di morti.
Alcuni dati: 500mila persone migranti espulse dagli Usa, 78 per cento delle donne afgane escluse da scuola e lavoro, 3 gradi celsius in più entro il 2100

Alcuni Paesi dove la situazione è particolarmente grave

Bielorussia

I diritti alla libertà d’espressione, riunione e associazione sono rimasti gravemente limitati. Il governo ha cercato di reprimere le minoranze religiose attraverso una procedura di registrazione obbligatoria e poco trasparente. Il sistema giudiziario è stato usato per reprimere il dissenso. Tortura e maltrattamento sono stati endemici e l’impunità ha prevalso. Persone rifugiate e migranti hanno subìto abusi da parte delle autorità. Gli impegni ambientali sono rimasti deboli o inesistenti.

Ucraina
La Russia ha continuato gli attacchi indiscriminati contro aree densamente abitate, ha preso di mira infrastrutture civili critiche e, a quanto pare, ha colpito deliberatamente la popolazione civile. Prigionieri di guerra dell’Ucraina e civili in detenzione sono stati sottoposti a tortura, sparizioni forzate e detenzione in isolamento nei territori occupati dalla Russia, dove è proseguita la repressione delle identità non russe. Chi si occupava di giornalismo investigativo ha riferito di aver subìto campagne diffamatorie mirate. Il diritto alla libertà di religione è stato limitato. Gli obiettori di coscienza sono stati privati del servizio alternativo e perseguiti penalmente. I procedimenti per collaborazionismo hanno sollevato preoccupazioni in merito all’equità processuale.
Turchia
Indagini, azioni legali e condanne infondate contro persone come difensori dei diritti umani, giornalisti, politici dell’opposizione e altre si sono intensificate. L’ingerenza dell’esecutivo nei confronti della magistratura è stata ancora più forte. Sentenze vincolanti della Corte europea dei diritti umani sono rimaste inapplicate in diversi casi emblematici. I diritti alla libertà di riunione pacifica e d’associazione sono stati arbitrariamente limitati. Le forze di sicurezza hanno utilizzato armi non letali contro persone che manifestavano in modo pacifico, provocando numerosi ferimenti. Il paese ha continuato a ospitare un gran numero di persone rifugiate e migranti; alcune sono rimaste a rischio di rimpatrio illegale. È perdurata una cultura dell’impunità per i casi di violazioni dei diritti umani, incluse presunte torture e maltrattamento da parte di funzionari statali.
Russia
La Russia ha proseguito la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Si sono ulteriormente intensificate le restrizioni ai diritti alla libertà d’espressione, di riunione pacifica e d’associazione. La censura su Internet è aumentata. Sono proseguite le violazioni del diritto alla libertà di religione e di credo. La legislazione è stata usata come arma per reprimere il dissenso. Detenzioni arbitrarie basate su accuse inventate, unite all’assenza di indagini indipendenti e imparziali e a processi iniqui, hanno continuato a caratterizzare il sistema giudiziario e di polizia. Tortura e maltrattamenti sono rimasti endemici e perpetrati nella pressoché totale impunità. Le persone in detenzione sono state tenute in condizioni disumane o degradanti. La comunità lgbti ha continuato a essere considerata fuori dalla legge e la cultura queer soffocata.
Iran
Il conflitto armato di 12 giorni tra Iran e Israele ha causato la morte di civili e implicato violazioni del diritto internazionale umanitario. Le autorità iraniane hanno utilizzato il conflitto come pretesto per intensificare la repressione interna. Migliaia di persone sono state arrestate arbitrariamente, interrogate, vessate e/o ingiustamente perseguite per avere esercitato i loro diritti umani. Le autorità hanno fatto uso illegale della forza e di armi da fuoco per disperdere le proteste, causando morti. Donne e ragazze, persone lgbti e minoranze etniche e religiose hanno subìto discriminazioni sistemiche e violenza. È stato imposto l’obbligo di indossare il velo. Oltre 1,8 milioni di persone afgane sono state espulse illegalmente o costrette a ritornare in Afghanistan. Sparizioni forzate e tortura e maltrattamento sono rimasti fenomeni diffusi e sistematici.
Siria

Il neonominato presidente ha formato un governo di transizione. Le autorità governative hanno istituito una commissione nazionale per la giustizia transizionale e una commissione nazionale per le persone scomparse e iniziato a processare cinque ex funzionari di alto profilo per i crimini dell’era Assad. La detenzione arbitraria è rimasta un metodo utilizzato sia dal governo sia dalle Forze democratiche siriane nel nord-est della Siria. Le forze governative, le forze sostenute dal governo e i membri delle milizie hanno ucciso illegalmente persone appartenenti alla comunità alawita e sottoposto a esecuzione extragiudiziale membri della comunità drusa. I gruppi armati drusi e i combattenti tribali beduini hanno commesso gravi abusi nel governatorato di Suwayda, tra cui rapimenti, uccisioni illegali e incendio di case.
Egitto

Le autorità hanno rinviato a giudizio per accuse di terrorismo migliaia di persone, molte delle quali erano state prese di mira unicamente per il pacifico esercizio dei diritti umani. Le Ong hanno subìto indebite restrizioni nell’accesso ai finanziamenti, con gravi conseguenze per la loro operatività. Le forze di sicurezza hanno arrestato decine di influencer dei social media per accuse vaghe che facevano riferimento alla “moralità”. Detenuti sono deceduti in custodia in seguito a presunti casi di tortura o negligenza medica. La polizia ha arrestato lavoratori che chiedevano l’applicazione del salario minimo. Sono state emesse condanne a morte, anche per reati che non implicavano l’omicidio intenzionale, al termine di processi gravemente iniqui. Ci sono state alcune esecuzioni. È prevalsa l’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani commesse nel 2025 e negli anni precedenti.

Libia

Le milizie rivali hanno utilizzato armi di grosso calibro in modo impreciso in aree densamente popolate, causando vittime civili. I gruppi armati e le milizie hanno arbitrariamente arrestato utenti dei social media e altri per aver esercitato i loro diritti alla libertà d’espressione. Migliaia di persone sono rimaste detenute arbitrariamente. Tortura e maltrattamento erano ancora pratiche diffuse e sistematiche. “Confessioni” ottenute sotto tortura sono state pubblicate online. Le unità della guardia costiera libica (Libyan Coast Guard– Lcg) supportate dall’Ue nella Libia occidentale e i gruppi armati nella Libia orientale hanno intercettato in mare migliaia di persone rifugiate, richiedenti asilo e migranti e le hanno rimandate indietro con la forza nei centri di detenzione in Libia, dove sono state sottoposte a tortura o maltrattamento e violenza sessuale.

Perù
Le autorità hanno fatto ricorso all’uso non necessario e sproporzionato della forza contro manifestanti. Le vittime di forza eccessiva durante le proteste del 2022 e 2023 non avevano ancora ottenuto giustizia. Gli attacchi contro giornalisti e difensori dei diritti umani si sono intensificati. È stata approvata una legislazione che ha colpito il funzionamento delle organizzazioni della società civile. I crimini di diritto internazionale e le gravi violazioni dei diritti umani commessi tra il 1980 e il 2000 potrebbero rimanere impuniti in seguito all’entrata in vigore della legge 32419. La violenza contro donne e ragazze è rimasta motivo di grave preoccupazione, così come la limitazione dell’accesso all’aborto e ai kit di emergenza medica in caso di stupro. Il riconoscimento dei diritti delle persone transgender ha subìto battute d’arresto. Persone con cittadinanza venezuelana continuavano a non avere accesso a forme di protezione.
Messico
I meccanismi di protezione e le garanzie dei diritti umani si sono deteriorati. Difensori dei diritti, giornalisti, e coloro che cercavano persone scomparse hanno continuato a essere esposti a minacce, forme di criminalizzazione, uccisioni e sparizioni forzate. Le autorità non hanno riconosciuto il lavoro delle donne impegnate nella ricerca delle persone scomparse, nonostante le raccomandazioni degli organismi internazionali. Le proteste sono state ancora represse dalla polizia. La tortura è rimasta diffusa. Il numero delle sparizioni forzate è aumentato del 10,5 per cento rispetto all’anno precedente e sono persistiti i femminicidi e i transfemminicidi. L’aborto è stato depenalizzato nella maggior parte degli stati. Le autorità hanno continuato a negare i diritti e la protezione internazionale a migranti. Il numero delle persone sfollate internamente al paese è aumentato.
Stati Uniti
L’accesso all’asilo alla frontiera è stato bloccato ed è drasticamente aumentato l’impiego delle agenzie per il controllo dell’immigrazione. I diritti di manifestanti sono stati violati. Sono state ridotte le tutele per le persone lgbti, specialmente per quelle transgender. Gli attacchi ai diritti riproduttivi si sono intensificati. L’uso della forza letale da parte della polizia ha colpito in maniera sproporzionata le persone nere. I progressi verso l’abolizione della pena di morte sono stati minimi. È proseguita la detenzione arbitraria a tempo indeterminato a Guantánamo Bay. Nonostante il persistere della violenza legata all’uso delle armi da fuoco, il presidente Trump ha interrotto i programmi che cercavano di affrontare la problematica. Gli Usa hanno continuato a ricorrere all’uso della forza letale in varie parti del mondo e a fornire armi a Israele che sono state utilizzate in attacchi diretti contro civili e in attacchi indiscriminati. Le donne native sono state ancora colpite in modo sproporzionato dalla violenza di genere.
Italia
Le condizioni e il trattamento delle persone detenute, sia nelle carceri sia nei centri di detenzione per migranti, hanno destato preoccupazioni circa il ricorso a tortura e maltrattamento. I livelli di violenza contro donne e ragazze sono rimasti elevati. È stata promulgata una legge draconiana che ha indebitamente limitato la libertà di riunione pacifica. Giornalisti e giornaliste hanno subìto minacce, attacchi e sorveglianza. Persistevano gli ostacoli per accedere all’aborto. I tentativi del governo di esaminare le richieste di asilo extra territorialmente in Albania sono stati bloccati dai tribunali. La cooperazione in tema di migrazione con Libia e Tunisia è proseguita nonostante le prove di gravi violazioni dei diritti umani. L’Italia non ha consegnato all’Icc un cittadino libico arrestato in base a un mandato dell’Icc stessa. Quasi sei milioni di persone vivevano in povertà. I cambiamenti climatici indotti dalle attività umane hanno causato migliaia di morti.
(Nella foto un centro di detenzione in Libia)

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