“Saremo accanto a Mimmo Rubio in tutte le azioni e le iniziative che vorrà avviare e mi sembra quasi superfluo aggiungere che la revoca della scorta è qualcosa che non riguarda solo lui, ed è già gravissimo, ma tutti noi. Riguarda l’informazione e la sicurezza di un giornalista, un cittadino che ha fatto solo il suo dovere in una terra difficile”. Così il coordinatore di Articolo 21, Giuseppe Giulietti, ha aperto l’assemblea straordinaria di Articolo 21 convocata per e con Mimmo Rubio, il collega di Arzano cui la Prefettura di Napoli ha revocato la protezione personale, applicatagli nel 2020 per le gravi minacce dei boss della camorra locale di cui ha scritto. Rubio nel suo intervento ha fornito dettagli sulla vicenda e ha detto di essere deluso e stanco. “Sono in corso processi contro le persone che mi hanno minacciato e francamente non ho più voglia di seguirli. In questi giorni sono rimasto sempre a casa per prendere consapevolezza dell’accaduto e anche perché ho timore”. Parole drammatiche raccolte dal Presidente di Articolo 21, Paolo Borrometi, anche lui sotto scorta per le minacce della mafia e sempre per gli articoli che ha firmato in questi anni. “Grandissima solidarietà a Mimmo – ha detto Borrometi – e quel che non si può accettare è che ci sia qualcuno che pensa che le scorte siano un ‘privilegio’. Come Articolo 21 siamo pronti a sostenere il collega e amico Rubio sia in azioni legali che con eventuali iniziative sul territorio ma quel che è fondamentale è non lasciarlo solo, noi non lo faremo”. Medesima posizione è stata espressa dalla portavoce nazionale della nostra associazione, Elisa Marincola, che ha sottolineato come sia importante far comprendere che “Mimmo Rubio non può essere lasciato solo e la sua storia non deve essere accantonata, anzi bisogna tenere i riflettori accesi soprattutto in questo momento”. All’incontro ha partecipato anche il senatore Walter Verini che ha fatto uno specifico intervento proprio in Senato nell’immediatezza della revoca ed ha annunciato ulteriori iniziative dei parlamentari che vorranno sostenere la richiesta del ripristino della scorta. Tra gli interventi più sentiti quello di Marilena Natale, altra giornalista campana sotto scorta da anni perché minacciata dal clan dei casalesi, che ha detto: “Io non lascerò mai solo il mio amico Mimmo perché la camorra prolifera sull’isolamento e perché sappiamo bene cosa significa stare nel mirino in questa terra”. Parole di solidarietà e affetto, ma anche disponibilità ad azioni di sostegno concreto come iniziative a Napoli sono state espresse da Dèsirèe Klain, portavoce di Articolo 21 Campania e Nicole Corritore di Balcani Caucaso, Giulio Vasaturo, avvocato della Fnsi in molti procedimenti di sostegno ai giornalisti minacciati. Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha ribadito che l’Ordine sarà accanto a Mimmo Rubio nelle azioni che lui e i suoi legali decideranno di attuare. Vittorio Di Trapani, presidente della Fnsi e tra i primi a sollevare il caso della gravità della decisione assunta sulla scorta, ha sottolineato come sia fondamentale portare avanti un’azione per il ripristino della protezione personale a Rubio.
