Giornalismo sotto attacco in Italia

Referendum sulla Giustizia 2026. L’Agcom “cavaliere inesistente”

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Se Italo Calvino potesse tornare in vita oggi, dopo l’esperienza della par condicio referendaria potrebbe agevolmente intitolare un nuovo libro all’Autorità amministrativa “inesistente”.

Il Ministro Antonio Maccanico, nel 1997, quando inventò l’Autorità amministrativa “indipendente”, meglio nota come Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, aveva indubbiamente altre aspirazioni.

Altre aspirazioni aveva indubbiamente anche il legislatore del 2000 quando decise, con la legge n.28, di attribuire all’Agcom il difficile ruolo di arbitro imparziale nell’applicazione di una legge delicatissima sul rispetto degli equilibri televisivi durante le campagne elettorali.

Non si deve certamente pensare che in tutti questi anni, a partire dall’approvazione della legge, l’Autorità abbia sempre interpretato il ruolo di “barone rampante”, per un complesso di ragioni che sarebbe lungo descrivere.

È certo il fatto che in questa tornata referendaria del 2026 l’Authority si sia ampiamente superata in termini di discrezione. I dati del monitoraggio sono stati dati tardivamente e pubblicati sul sito in maniera da risultare completamente “invisibili” come le città di calviniana memoria.

Durante l’intera campagna elettorale le riunioni dell’Agcom sono risultate praticamente due e mezzo. Diciamo questo perché a fronte di due riunioni certe il 4 e il 18 marzo, accompagnate da altrettanti comunicati, un’altra c’è stata, l’11 marzo, a quanto sembra, ma senza alcuna pubblicità.

Nelle delibere richiamate sono state disposte misure di riequilibrio a favore del NO su Rete 4, su La7 e due volte su La 9. Un richiamo è stato fatto a tutte le emittenti verso una presenza debordante del Governo.

Il dato sorprendente sta però nel fatto che di fronte a questi pur garbati richiami, non si è poi conosciuto in alcun modo l’esito di queste misure, destando negli osservatori la sensazione che si sia trattato sostanzialmente di semplici misure di galateo.

Il nostro Osservatorio CoRiS Murialdi, dotato di mezzi decisamente più modesti, ha quotidianamente certificato gli squilibri a favore del SI nei telegiornali serali di alcune emittenti, ma le nostre denunce ed anche gli esposti circostanziati sono rimasti praticamente lettera morta.

Chi vuole potrà consultare i dati finali, pubblicati sul sito di Articolo21 che documentano quanto siamo venuti dicendo.

Noi, alla fine di questa ennesima dimostrazione di impotenza dell’Autorità, in questa materia, siamo consapevoli che ci verranno addotte ragioni giustificative derivanti dai limiti legislativi.

Ci permettiamo allora di suggerire all’Agcom che vengano fatte opportune segnalazioni al legislatore, come la legge consente, per rendere più efficace l’intervento dell’arbitro per avvicinarlo almeno un poco all’”Orlando furioso” sempre raccontato da nostro inimitabile Italo Calvino.


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