Giornalismo sotto attacco in Italia

«Le Università per Giulio Regeni»: 76 atenei italiani uniti per la libertà di ricerca

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Si è tenuta questa mattina, nella Sala “Caduti di Nassirya” presso il Senato della Repubblica, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa «Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca», promossa dalla senatrice a vita e docente dell’Università Statale di Milano Elena Cattaneo, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

L’iniziativa consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia, per un pubblico di oltre 15 mila persone tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini. Ogni università organizzerà una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca, con una riflessione sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali in ambito accademico e sociale.

Il cuore degli eventi sarà la proiezione del documentario «Giulio Regeni – Tutto il male del mondo», prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni. Il film, diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. A raccontare la storia di Giulio sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, affiancati dalla testimonianza dell’avvocata Alessandra Ballerini.

Prima della conferenza stampa, il documentario è stato proiettato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Il ciclo di eventi universitari prenderà il via il 13 aprile all’Università Statale di Milano. L’hashtag ufficiale è #UniversitàperGiulio.

Alla presentazione in Senato hanno preso parte, oltre alla senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata della famiglia Alessandra Ballerini, il presidente del gruppo M5S alla Camera Riccardo Ricciardi, il regista Simone Manetti, gli autori del documentario Emanuele Cava e Matteo Billi, i produttori Domenico Procacci (Fandango) e Mario Mazzarotto (Ganesh Produzioni), e i rettori Gianluigi Greco (Università della Calabria) e Menico Rizzi (Università del Piemonte Orientale).

«La storia di Giulio Regeni — ha ricordato la senatrice Cattaneo — non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a “fare cose” attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».

I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, hanno espresso gratitudine per un’iniziativa che rimette al centro la figura del figlio come ricercatore e come vittima di una violazione dei diritti fondamentali. «Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo e appassionato, che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui», hanno dichiarato.

Claudio Regeni ha anche ripercorso anni di amarezze istituzionali: «Ci siamo sentiti traditi dai nostri governi. La prima volta è stato nel 2017, poi quando sono state vendute le navi da guerra all’Egitto, mentre è vietata la vendita di armi a chi non rispetta i diritti umani». Paola Deffendi ha sottolineato come, nel corso di sei governi, abbia visto «processi di normalizzazione, chi più chi meno, prima un dire e poi un fare diverso», aggiungendo con preoccupazione che l’Egitto è stato incluso tra i paesi considerati “sicuri”.

Dure le parole dell’avvocata Alessandra Ballerini: «Questo governo ha fatto tante cose ingiuste rispetto a Giulio, speriamo smetta. In Italia vige la separazione dei poteri, cosa che non esiste in Egitto. Noi abbiamo avuto una magistratura che è andata avanti e la Corte costituzionale ha ribadito l’inviolabilità del diritto alla verità, strettamente legata alla dignità della persona e del paese. L’Egitto non è un paese sicuro: ogni giorno 3 persone su 4 fanno la fine di Giulio».

Il processo contro quattro agenti della National Security egiziana andrà a sentenza entro la fine del 2026.  Una scadenza che rende questa iniziativa universitaria ancora più urgente e simbolicamente carica.

L’iniziativa «Le Università per Giulio Regeni» è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

 


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