Giornalismo sotto attacco in Italia

Il diritto di tornare a casa

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Ogni volta che un lavoratore muore, qualcuno parla di statistiche.  Un numero in più, un dato da aggiornare.  Una cifra da confrontare con quella dell’anno precedente.  Ma chi muore sul lavoro non è mai un numero.

Era una persona con una vita normale. Aveva una famiglia, degli amici, delle abitudini. Aveva qualcuno che lo aspettava a casa. Aveva progetti per il giorno dopo.  Poi un giorno esce per andare a lavorare e non torna più.

E mentre i giornali riportano una cifra, una famiglia sta cercando di dare un senso a ciò che è successo.  Mentre qualcuno discute di statistiche, una madre, un padre, un marito, una moglie, un figlio, una figlia, stanno cercando di capire come si possa andare avanti.

Le morti sul lavoro non sono numeri da contare. Sono assenze che restano. Per questo parlare di sicurezza non significa rispettare una regola.

Significa ricordarsi che dietro ogni casco, ogni tuta, ogni operaio, ogni lavoratore, c’è una persona che ha il diritto di tornare a casa.  Viva.


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