Giornalismo sotto attacco in Italia

Da che parte sta Giorgia Meloni? Antifascismo sì o no?   

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I rappresentanti del Governo non dovrebbero dimenticare che hanno giurato sulla Costituzione Italiana di fronte al presidente della Repubblica, poi hanno messo pure la firma autografa.

La Costituzione è nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione dal nazifascismo, i suoi principi sono alla base dell’ordinamento repubblicano, non è un patentino dell’antifascismo è una super patente. La presidente Giorgia Meloni, che ha firmato di fronte al presidente Mattarella, ha gridato alla censura e si è pure appellata all’articolo 21 perché gli organizzatori della Fiera nazionale della Media e Piccola editoria hanno chiesto alle case editrici che per partecipare a dicembre dorranno firmare un’autocertificazione di antifascismo.

Abbiamo perso qualcosa nel frattempo? Il fascismo è ancora fuori legge? L’apologia è ancora vietata? Meloni accusa la sinistra di voler imporre il proprio pensiero: “Sei libero se dici quello che loro ti permettono di dire”, appellandosi alla libertà. E’ vergognoso, lei che ha in pugno la maggior parte dell’informazione cominciando da quella del servizio pubblico, in ogni suo atto c’è un assalto contro il giornalismo investigativo. Come ha giustamente scritto Beppe Giulietti siamo il paese con il primato delle querele temerarie, su questo la presidente del Consiglio non è mai intervenuta, anzi ha fatto di peggio, in una conferenza stampa ha accusato direttamente Roberto Saviano e poi querelato perché l’aveva definita “bastarda” per le sue posizioni sui migranti e le Ong. Per la cronaca Saviano è stato condannato a pagare mille Euro. Meloni come Berlusconi quando con l’editto bulgaro accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di aver fatto un uso criminoso della tv: i tre “criminali” vennero cacciati dalla Rai. Questi sono fatti gravemente antidemocratici. Poi la vicenda Minetti e la richiesta di 250 milioni di euro di risarcimento chiesti al Fatto Quotidiano e a Report, non ho sentito interventi della Meloni a difesa della libertà di pensiero quando Cipriani ha dichiarato in tv che vuole che il giornale diretto da Travaglio sia chiuso per sempre.

Il patentino di antifascismo lo dovremmo avere tutti in tasca, ma i libri non vanno “bruciati” neanche quelli che sostengono l’apologia di fascismo, la lotta armata, la difesa di chi ha seminato bombe creando stragi e inventando piste palestinesi, dovrebbe essere la magistratura, con più solerzia, a intervenire.


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